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Roma

San Giorgio di Acilia, il quartiere abbandonato dal X Municipio di Roma

Una storica frazione nata nel 1955 con prevalenza di case popolari, abbandonata al degrado dalla politica locale, tra la rabbia dei residenti e del comitato di quartiere Difendiamo Acilia, che chiedono ascolto al M5S.

Cronaca
Pubblicato il 11 giugno 2020, alle ore 14:20

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San Giorgio di Acilia, il quartiere abbandonato dal X Municipio di Roma

Qui tutti ancora lo chiamano “Villaggio Giuliano”: in realtà ormai da anni il suo vero nome è San Giorgio di Acilia, frazione di Roma, situata in zona Acilia sud, che fa parte del X Municipio. 

San Giorgio nasce come detto con il nome di Villaggio Giuliano nel 1955 con una forte prevalenza di case popolari assegnate per la maggior parte ad esuli Giuliano-Dalmati. Quando sono arrivati gli esuli, raccontano i più anziani, non c’era neanche l’asfalto e chi arrivava non trovava davvero nulla, se non piccole case spesso abitate da famiglie molto numerose che ancora oggi sono qui a far da sfondo ad un quartiere che si può definire ormai storico. Basta passeggiare per la piazza e, cosa ormai rara da altre parti, qui si trovano ancora anziani riuniti, seduti con il loro giornale a parlare di calcio e politica. Qui tutti sembrano conoscersi, ognuno sembra avere la conoscenza diretta della vita degli altri: “È normale, scherzano i residenti, siamo sempre gli stessi“, dicono, ed è questa a quanto pare la forza del quartiere. 

Un quartiere però che non è tutto rose e fiori: basta camminare per trovare marciapiedi in pessime condizioni, erba alta che la fa da padrona, mettendo a rischio soprattutto anziani e disabili e, soprattutto, basta vedere le case popolari per capire che qui la situazione è veramente difficile. Perdite di acqua, riscaldamenti che non funzionano, oppure – nella migliore delle ipotesi – lo fanno male. Tanti problemi a cui però, a quanto pare, nessuno sembra mettere mano. Le case qui sono divise tra Ater e comune di Roma che però sembrano non avere i fondi necessari per ripristinare immobili di 65 anni. I residenti quindi spesso sono costretti da soli a far fronte alle riparazioni, alle pulizie, e a tutti gli interventi che possano far risultare vivibili case e cortili condominiali. 

Il comitato di quartiere “Difendiamo Acilia”

Da meno di un anno è nato il comitato di quartiere Difendiamo Acilia, cittadini stanchi dello stato di abbandono dicono che, senza nessuna bandiera politica, hanno deciso di dare vita a quello che definiscono un megafono sociale. Ognuno con la sua idea politica e la sua storia, ma tutti uniti dall’amore profondo per il proprio quartiere. Le premesse iniziali però sembrano non trovare sempre l’aiuto e l’ascolto dell’amministrazione locale del M5S, e la loro rabbia monta giorno dopo giorno. “Parlano solo con chi fa comodo loro e sanno bene che noi gli sbattiamo in faccia la realtà.” Alessandro Aguzzetti, presidente del Cdq “Difendiamo Acilia” e volto noto del territorio per le sue battaglie a difesa delle famiglie, va giù duro “da mesi mando segnalazioni continue ma l’assessore Ieva e la presidente non si degnano di una risposta, se pensano di fare torto al sottoscritto per motivi politici, sappiano che il vero torto lo fanno a famiglie, anziani e bambini che sono costretti a vivere nel degrado per la loro assoluta incapacità“.

Da mesi infatti, il comitato invia segnalazioni, puntualmente non raccolte dalla giunta del M5S. Lo stesso comitato si era visto costretto ad interrompere i lavori dell’aula prima del lockdown per vedere riconosciuto il diritto all’accensione dei riscaldamenti, arrivando addirittura a farsi promotore di un esposto alla Procura della Repubblica verso la sindaca Raggi e la presidente Di Pillo: “Siamo abbandonati e la cosa fuori dal normale è che non ascoltano i consigli di chi come me e i residenti il territorio lo vivono da anni. Hanno la presunzione di scegliere loro con chi dialogare ma noi siamo stanchi e appena ripartiranno i lavori siamo pronti ad occupare nuovamente l’aula. Mi auguro che finisca presto questo mandato poiché tutto fanno tranne che il bene di Acilia“. Aguzzetti non è il solo a pensarla così: basta fare un giro nella storica piazza Segantini per avere sempre la stessa sinfonia: “Devono andarsene, ci hanno abbandonato, qui non sono i benvenuti, devono solo provare in campagna elettorale ad avvicinarsi, solo il comitato ci aiuta“. Parole dure, di rabbia, dette da persone che qui vivono dal 1954, dall’inizio di questo storico quartiere. Basta girare per rendersi conto che tra case fatiscenti a cui Ater da anni non mette mano, palazzi comunali con ascensori rotti e perdite di acqua, la situazione ormai è fuori controllo.

Un accampamento rom in Via Morelli 

La miccia sempre più corta continua ad alimentarla un accampamento rom che inizialmente vedeva circa 10 abitanti e che oggi è diventato un vero campo rom con oltre 70 persone che entrano ed escono. Qui CasaPound ha organizzato svariate manifestazioni: tante persone scese in piazza per protestare contro l’accampamento. Basta fare una ricerca online per vedere le svariate denunce presentate dai residenti. Aggressioni e purtroppo persino un tentativo di stupro sventato e denunciato alla caserma locale dei carabinieri di Acilia.

Il consigliere Luca Marsella ci aveva provato più volte a far capire all’amministrazione la pericolosità di tale situazione, arrivando persino a presentare un documento di sgombero il 26 luglio 2018, votato da tutti, anche dal M5S ma mai messo in atto. “Via Morelli è l’emblema della loro incapacità, a Dragona (altro quartiere del X Municipio) in poche settimane giustamente hanno sgomberato, qui nonostante un documento votato continuano a far finta di niente – prosegue Aguzzetti come devono sentirsi i residenti? Qui chi vive si sente un cittadino di serie B e io che qui con orgoglio sono nato e tutt’ora vivo non voglio e non posso permetterlo a nessuno“. 

Festa per bambini con la speranza di rinascita

Il 6 gennaio una grande festa organizzata dal locale comitato di quartiere (chissà quando l’emergenza Covid-19 ci farà tornare così) con bambini, famiglie, anziani. Una befana, giochi e regali per tutti i partecipanti. Tre ore di puro divertimento, una festa che ha dimostrato come il quartiere abbia bisogno di spazi di aggregazione, come il quartiere abbia dimostrato di volere fortemente qualcosa per far passare ore di divertimento ai propri bambini.

L’unico parco giochi della zona, il parco Giacomo Manzù, non basta: pochi giochi, non sempre una pulizia impeccabile, fanno sì che le famiglie si ritrovino sotto i cortili delle proprie abitazioni, ma lamentando spesso la voglia di avere veri e propri spazi attrezzati per i loro figli.

Mancano spazi per gli amici a 4 zampe

L’assenza di spazi colpisce anche gli amici a 4 zampe. Non va meglio a chi vive in casa con un amico a 4 zampe. Il vicino parco Manzù non ha infatti nessuna area cani attrezzata e la più vicina area cani del parco della Madonnetta ormai versa in condizioni pessime che non consentono, l’ingresso a chi vorrebbe passare qualche ora insieme al proprio fedele amico. Anche su questo tema un forte dibattito ha alimentato i consigli del X Municipio: da una parte chi presentava documenti affinché venissero costruite nuove aree cani nella zona e venisse ripristinato il decoro e la pulizia in quelle già esistenti e sotto la gestione del comune di Roma del Parco della Madonnetta, dall’altra chi ha sempre sostenuto che al momento non ci sono le possibilità economiche per sviluppare nuovi servizi e che la pulizia del parco rientra in un percorso ben più complesso di quanto si possa pensare.

La speranza di questo quartiere, dicono i residenti a gran voce, è che con una vera programmazione dei lavori potrebbe davvero essere un’oasi felice è che a breve la situazione cambi e che finalmente coloro che si sentano cittadini di serie B possano tornare ad essere un quartiere rispettato e rappresentato a dovere nelle stanze della politica del parlamentino lidense.

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Cosa ne pensa l’autore
Vittoria Pitrelli

Vittoria Pitrelli - Un quartiere dove tutti si conoscono, un posto dove davvero sembra di essere indietro nel tempo. Qui si possono trovare ancora bambini che giocano nei cortili condominiali ed anziani a leggere il giornale commentando il calcio tra sfottò e risate. Sarebbe importante ed opportuno mettere mano con un vero intervento perché quartieri cosi sono solo da salvaguardare e mai da abbandonare.

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