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Milano

Sala attacca la Regione Lombardia sui test: prima inutili ora a pagamento

Il sindaco di Milano attacca la Regione Lombardia, contrariato dai continui cambi di strategia sui test sierologici. Prima inutili, ora autorizzati se a carico dei privati e collettivi. Sala li definisce bizzarri e chiede chiarezza. Sullo sfondo l'inchiesta dei PM

Cronaca
Pubblicato il 13 maggio 2020, alle ore 17:42

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Sala attacca la Regione Lombardia sui test: prima inutili ora a pagamento

Il sindaco di Milano, Beppe Sala, torna ad esternare sul suo profilo Instagram, dopo gli strali contro gli affezionati della movida milanese sui Navigli. Questa volta l’argomento è meno frivolo e riguarda i test sierologici. Sala si riferisce al cambio di strategia, da parte di Regione Lombardia, sull’utilizzo dei test sierologici.

Solo pochi giorni fa l’assessore al Welfare, Giulio Gallera, dichiarò alla stampa la contrarietà allo screening sierologico: “I test sierologici non hanno alcun valore diagnostico. Non servono a dire se io o lei abbiamo il Covid oggi. Quindi faccio fatica a capire le motivazioni di questa corsa al test”.  Una risposta scientifica in merito ci viene data dal sito della Fondazione Veronesi dove vengono chiariti cosa sono e soprattutto a cosa servono i test: ci aiutano a conoscere la presenza di eventuali anticorpi, forniscono il “film” della malattia e non un’istantanea, ci consentono di sapere quante persone hanno realmente incontrato il virus. Ciò è importante soprattutto alla luce del fatto che molte persone con Covid-19 hanno avuto sintomi blandi o addirittura sono asintomatiche. 

Ed ecco che, una settimana dopo, le cose cambiano e di fatto Gallera autorizza i test sierologici privati in screening collettivi, ma non a carico del servizio sanitario regionale. Chi li propone dovrà occuparsi di tutto: acquistare i test sierologici, trovare il laboratorio che li processi, informare il cittadino che è su base volontaria, ed ovviamente reperire i tamponi a cui sottoporre la persona, qualora questa dovesse risultare positiva.

Sullo sfondo aleggia un’altra inchiesta della Procura della Repubblica di Milano, che ha aperto un fascicolo, in merito alla decisione della Regione Lombardia di affidare la sperimentazione dei test sierologici ai kit sviluppati dalla multinazionale italo-cinese DiaSorin. L’esposto al TAR di un’impresa concorrente, la TechnoGenetics di Lodi, è finito sul tavolo dei magistrati. Si contesta la revoca, da parte della Regione, del bando di gara decidendo per l’affidamento diretto.

Sala è contrariato da questi continui cambi di direzione e, rivolgendosi direttamente al presidente della Regione Lombardia, Fontana, definisce “bizzarre” queste decisioni. Il sindaco ricorda che, il Titolo V della Costituzione gli affida la responsabilità di tutelare la salute pubblica del territorio. Essendo fondamentale sottoporre i dipendenti comunali al test, prima del rientro in ufficio, costringere il comune di Milano a doversi accollare gli oneri dei test porterà comunque ad una spesa a carico della collettività, visto che si tratta di un ente pubblico. Sala chiede maggiore chiarezza: “Come è pensabile che se un cittadino italiano è lombardo o veneto abbia un trattamento diverso rispetto ai test sierologici?“. Se si riaprirà sulla base dei dati epidemiologici, quali sono questi dati?

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Cosa ne pensa l’autore
Giuseppe Folchini

Giuseppe Folchini - Gli slalom a cui Gallera e Fontana sottopongono i lombardi hanno mandato in confusione anche il sindaco di Milano. I test prima non servono, poi servono ma solo se li paghi. Del resto, dopo aver buttato 21 milioni per l'ospedale in Fiera, la Regione deve risparmiare. Nel frattempo, la Procura apre un fascicolo per capire perché i test saranno eseguiti con i kit della DiaSorin, senza bando di gara.

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