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RSV (virus sinciziale): quali sono i sintomi e come riconoscerli

Il virus sinciziale sta facendo registrare diversi ricoveri tra i più piccoli, da Nord a Sud Italia. L'agente patogeno che ha colpito Vittoria, la figlia dei Ferragnez, specie nei bambini nei primi mesi di vita, può causare bronchioliti e polmoniti.

Cronaca
Pubblicato il 30 ottobre 2021, alle ore 16:54

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RSV (virus sinciziale): quali sono i sintomi e come riconoscerli

Il virus respiratorio sinciziale, noto anche con l’acronimo RSV (respiratory syncytial virus) sembrava essere stato cancellato da mascherine, lockdown e distanziamento sociale, che lo scorso anno hanno portato a una stagione influenzale inesistente.

Con l’allentamento delle misure anti Covid, l’agente virale è tornato a farsi sentire in anticipo rispetto a quanto ci si aspetterebbe in una normale stagione invernale. Si tratta di un patogeno molto comune. Tuttavia, specie nei bambini nei primi mesi di vita, può portare a bronchioliti e polmoniti.

I sintomi di RSV in neonati e bambini

Sin da quando è stato scoperto, nel 1956, data in cui i ricercatori hanno isolato per la prima volta il virus da una popolazione di scimpanzé, il virus respiratorio sinciziale è stato oggetto di ricerche da parte di studiosi. Si tratta di un virus a RNA,classificato come Pneumovirus, le cui epidemie si verificano con cicli annuali in inverno o all’inizio della primavera in climi temperati.

L’infezione si manifesta con sintomi ascrivibili alle vie aeree superiori (tosse, naso che cola e febbre) e, specie nei bambini nei primi mesi di vita, può raggiungere le vie aeree inferiori e i polmoni, causando bronchioliti e polmoniti. Nei lattanti di meno di 6 mesi, il primo sintomo può essere una breve interruzione della respirazione (apnea), mentre nei pazienti adulti e sani e nei bambini più grandi, la malattia è di solito lieve e talvolta silente oppure si può presentare come un raffreddore in assenza di febbre.

La diagnosi e la trasmissione dell’infezione da RSV

La diagnosi può avvenire attraverso test antigenici rapidi o tamponi molecolari, ma anche attraverso colture virali tradizionali, che possono includere la differenziazione per altre infezioni (come da Rinovirus, Metapneumovirus e virus dell’influenza) e polmonite batterica primaria.

Il virus sinciziale è altamente contagioso e si trasmette principalmente per via respiratoria. Si diffonde facilmente da persona a persona e si contrae attraverso le mucose di naso, bocca e occhi. Se una persona infetta tossisce o starnutisce, rilascia in aria delle particelle che contengono il virus. Queste particelle possono essere inalate o si possono depositare su bocca, naso o occhi. L’infezione si contrae toccando con le mani le secrezioni nasali o buccali infette e quindi strofinandosi occhi o naso.

I segnali da non sottovalutare e la prevenzione

I segnali di allarme da non sottovalutare sono la riduzione dell’alimentazione, la presenza di episodi di apnea (momenti di interruzione del respiro), la comparsa di difficoltà respiratorie.

Per prevenire l’infezione da RSV occorre adottare una corretta igiene, ad esempio lavandosi le mani frequentemente. I genitori devono assistere il piccolo, indossando mascherine e prestando particolare attenzione all’igiene di stoviglie e tutto quello che venga utilizzato dal bambino. Nei bimbi più piccoli, i medici possono somministrare iniezioni mensili di palivizumab durante la stagione endemica.

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Cosa ne pensa l’autore
Caterina Lenti

Caterina Lenti - Il virus sinciziale sta creando forte preoccupazione nei genitori ed io, essendo madre di un bimbo piccolo, non posso che essere altrettanto in pensiero. Occorre prestare attenzione ai segnali dall'allarme manifestati dai piccoli e la parole d'ordine è, come sempre, prevenzione. Solo adottando norme igieniche e prestando le dovute accortezze, eviteremo una larga diffusione dell'infezione.

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