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Roma

Roma, volevano arredare un bar con reperti archeologici: denunciati

L'episodio si è verificato negli scorsi gioni al rione Tuscolano di Roma, dove un cliente che stava prendendo un caffè in un bar della zona si è accorto di un via vai di oggetti di pregio e ha chiamato la Polizia di Stato. Due giovani sorpresi con la droga.

Cronaca
Pubblicato il 6 giugno 2021, alle ore 13:20

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Roma, volevano arredare un bar con reperti archeologici: denunciati

Incredibile episodio a Roma, precisamente al rione Tuscolano, dove un uomo, di professione archeologo, è entrato in un bar per prendere un caffè. Una volta trovatosi all’interno dell’attività ha ordinato la bevanda, ma si è accorto che qualcosa non quadrava, in quanto il gestore del bar e alcuni ristoratori erano intenti a scaricare da un furgone alcuni oggetti di valore, a prima vista molto antichi. Intuendo che potessero essere reperti dal grande valore archeologico, ha composto il numero 113 chiamando la Polizia di Stato

Immediatamente sul posto è giunta una pattuglia del commissariato Appio. Gli agenti, effettivamente, hanno constatato che si trattava di oggetti dal grande valore storico, per cui hanno proceduto a chiedere spiegazioni ai due. “Cercavamo oggetti di arredo per esterni e li abbiamo acquistati on line” – così si sono giustificati dinanzi ai poliziotti un 25enne e un 64enne. A questo punto i due hanno fornito le generalità della venditrice, una 76enne

Due denunce per ricettazione

La donna, raggiunta dai poliziotti presso la sua abitazione, ha spiegato a questi ultimi di essere rimasta sorpresa dal valore dei reperti, tanto che gli ha ceduti ai due commercianti senza alcun compenso e contemporaneamente ha indicato altri reperti in suo possesso. Sia gli acquirenti che la venditrice sono stati denunciati per ricettazione e violazione degli articoli 175 e 176 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.

Sono molto pregiati i reperti trovati all’interno dell’attività commerciale, tra i quali spicca un’anfora del tipo “africana grande” di circa 90 centimetri e con un diametro di 17. Gli esperti hanno datato tale reperto ad età imperiale romana, giudicandolo quindi assolutamente autentico. Tra gli oggetti, adesso posti sotto sequestro, c’è anche un frammento di patera marmorea con decorazione a medusa, del diametro di 24 cm.

Sempre nel corso della stessa operazione, gli uomini del commissariato Appio, hanno sentito nel locale il classico odore di marijuana, per cui si sono insospettiti avvicinandosi ad alcuni giovani, precisamente nel numero di 4. Qui si è scoperto che questi ultimi fossero in possesso proprio dello stupefacente in questione, e quindi sono scattate le relative perquisizioni all’interno delle loro abitazioni. Un 22enne è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Un episodio davvero incredibile quello avvenuto a Roma, dove fortunatamente questo archeologo si è accorto del grande pregio degli oggetti scaricati all'interno dell'attività commerciale. Il commercio di oggetti d'arte è un reato punibile con pesanti sanzioni e denunce, in quanto ogni bene che si trova al di sotto del terreno è di proprietà dello Stato e in quanto tale tutelato.

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