L’inchiesta sulle concessioni edilizie al comune di Roma continua e vengono fuori particolari incredibili, che rivelano quanta corruzione c’è stata finora. Le indagini hanno infatti permesso di scoprire che esistevano delle vere e proprie tariffe per evitare i controlli, per farsi rilasciare le autorizzazioni necessarie, per far partire i lavori e anche per chiuderli. Il tutto si svolgeva attraverso mazzette di soldi che servivano per comprare questo o l’altro documento, e solo così le pratiche venivano velocizzate ed evase.
Un sistema di corruzione profondo e complesso, che la procura ha portato alla luce grazie alle indagini certosine svolte nell’ambito di questa particolare inchiesta. Le tangenti sulle concessioni edilizie stanno scatenando un vero putiferio intorno al Campidoglio: ad esempio, la somma da pagare per richiedere i documenti necessari per dichiarare la fine dei lavori era di 10mila euro, oltre ai quali 8 mila si dovevano versare per una variante in cui erano incluse le opere abusive, e 6mila servivano per concedere i documenti per la concessione.
Altri mille euro andavano agli ispettori del Servizio di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro, che con questa somma non facevano più caso alle irregolarità dei cantieri. Le cifre però potevano anche salire, a seconda del lavoro che si richiedeva. Undici provvedimenti di arresto sono stati emessi finora dal gip di Roma, sotto coordinamento del procuratore aggiunto Francesco Caporale e del pm Erminio Amelio. Per dieci di loro sono stati disposti gli arresti domiciliari, mentre per un tecnico del XIV municipio, Giovanni Grillo, è scattato il trasferimento in carcere.
Questa è stata la seconda parte di un’inchiesta che già all’inizio del nuovo anno aveva visto finire dietro le sbarre altri tecnici municipali. Dall’inchiesta stanno venendo fuori aspetti di corruzione inimmaginabile. Coinvolti, oltre ai funzionari pubblici, anche sei imprenditori ai quali il giudice ha obbligato a porre la firma. Il sistema durava da tempo, e per verificare altri stati di corruzione gli investigatori delle Fiamme gialle hanno chiesto agli uffici del IX Dipartimento la documentazione che risale al 2010.