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Roma

Roma: "Soffro di autismo, sono un barman esperto e voglio lavorare", la storia di Mirko

Un giovane ragazzo che soffre di autismo lancia un appello sperando di riuscire a trovare lavoro come barman e chiede soltanto che gli venga data fiducia in modo da sentirsi parte della società.

Cronaca
Pubblicato il 14 giugno 2021, alle ore 09:34

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Roma: "Soffro di autismo, sono un barman esperto e voglio lavorare", la storia di Mirko

Complice il fatto che, piano piano, la situazione stia tornando alla normalità e le attività commerciali, quali bar, ristoranti sono già aperti, alcuni di questi esercizi cercano e hanno bisogno di personale che, purtroppo, non sempre riescono a trovare. Tra coloro che si candidano per un posto di lavoro, vi è Mirko, un giovane ragazzo di 18 anni di Roma, che soffre di autismo e che ha bisogno che qualcuno gli dia fiducia. Ecco la sua storia. 

Mirko è un giovane ragazzo di 18 anni che vive ad Acilia e frequenta l’istituto alberghiero Elsa Morante e lancia un appello affinché qualcuno lo assuma dandogli fiducia. Ecco il suo accorato appello alla ricerca di un posto di lavoro: “Ho una passione: fare i caffè, li preparo buonissimi, datemi fiducia, vorrei lavorare. Spero che, superato questo momento di incertezza legato al Covid, possa avere anche io la mia occasione. Vorrei lavorare come cameriere in una sala bar”

Il giovane è seguito dalla Fondazione Roma Litorale e spera che questa sua passione e amore per il bar possa, un domani, diventare la sua professione. Definito da tutti un gran lavoratore e molto volenteroso, oltre a essere un bravo ragazzo. Ama fare le passeggiate con la sua mamma nei dintorni del paese in cui vive. 

Lo psicoterapeuta che lo segue ed è responsabile della sezione Lavoro della Fondazione Roma Litorale afferma che è molto importante dare a questi giovani una possibilità in modo che possano essere inseriti nel modo corretto in società e, quindi, nel mondo lavorativo. La madre racconta di aver scoperto della sindrome di autismo del figlio intorno ai 3 anni dal momento che non parlava, piangeva spesso e camminava avanti e indietro. 

All’inizio ci sono state delle difficoltà, ma pian piano grazie anche all’aiuto della Fondazione Roma Litorale, le cose sono cambiate. Mirko si è specializzato in sala facendo anche degli stage. La madre spera che possa trovare un lavoro in modo da sentirsi autonomo e integrato nella società. 

Ogni giovedì, insieme ai suoi compagni di corso, fa pratica in un laboratorio di sala, dove preparare i bicchieri e riempie i pannini, oltre a imparare le regole del bon ton e anche del ricevimento.

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Cosa ne pensa l’autore
Simona Bernini

Simona Bernini - In un mondo come quello odierno in cui sembra che quasi nessuno abbia voglia di lavorare, ben vengano gli appelli di Mirko, considerato un gran lavoratore. Speriamo che questa sua passione e amore sia premiato. Dare un lavoro a Mirko e altri giovani come lui significa non farli sentire isolati, ma parte della società e, quindi, ancora più integrati, proprio come spiega la mamma.

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