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Roma

Roma, smartphone Huawei prende fuoco. L’azienda non risarcisce: "è stato manomesso"

Uno smartphone della Huawei prende fuoco dopo un anno di vita; il proprietario chiede il risarcimento all'azienda che nega la richiesta in quanto il telefonino era stato manomesso.

Cronaca
Pubblicato il 3 marzo 2019, alle ore 07:23

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Roma, smartphone Huawei prende fuoco. L’azienda non risarcisce: "è stato manomesso"

Gli smartphone sono ormai parte integrante della nostra vita; le aziende ne producono di nuovi in continuazione accontentando i clienti per prezzo e caratteristiche tecniche. Quando lo abbiamo in mano, non si pensa che all’improvviso potrebbe esplodere o prendendo fuoco; questo è quanto accaduto a Roma, a casa del signor Lello Barbacane.

L’uomo, il 9 febbraio del 2018, ha comprato, in un centro commerciale di Roma, un Huawei Mate 10 Lite, in occasione del compleanno della moglie. L’uomi ha pagando l’articolo 329 euro integrando la spesa di 25 euro per l’assicurazione. A distanza di quasi un anno, precisamente il 7 febbraio, il signor Lello riceve una chiamata dalla moglie in lacrime, spaventata, che lo informa che il cellulare ha preso fuoco.

La richiesta del cliente e il rifiuto di Huawei

La donna ha raccontato che il cellulare era in carica; quando lo ha staccato dalla corrente e lo ha acceso il telefonino ha preso fuoco. D’istinto, la donna lo ha gettato in terra per evitare ustioni, procurandosi solo una piccola scottatura; il cellulare, invece, ha continuato a bruciare sul pavimento.

Poichè lo smartphone era ancora in garanzia e anche assicurato, il signor Lello ha richiesto il rimborso o un cambio prodotto, ma la sua richiesta ha avuto un esito negativo. A seguito di una perizia di 20 giorni, eseguita dal centro servizi clienti Huawei del luogo, è emerso che il cellulare era stato manomesso, di conseguenza non aveva diritto a nessun rimborso o cambio prodotto.

L’azienda spiega che l’esplosione dello smartphone non è dipesa da un difetto del prodotto, ma da un cattivo utilizzo da parte del consumatore. Secondo le foto fornite dal centro assistenza, al telefono mancava il tasto di accensione e la batteria risultava forata, proprio all’altezza del tasto mancante; inoltre, il tasto nella zona indicata presentava dei graffi e delle scalfitture. Questo ha fatto capire che le cause del corto circuito del telefonino è dipeso dall’utilizzo improprio di un oggetto appuntito che ha forato la batteria.

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Cosa ne pensa l’autore
Elisabetta Monda

Elisabetta Monda - Può capitare che un cellulare possa esplodere e prendere fuoco a causa di un difetto di fabbricazione, ma non credo sia questo il caso. La motivazione fornita dall'azienda sembra molto plausibile. Pare che la signora abbia perso o rotto il tasto di accensione, per rimediare ha utilizzato uno spillo o qualcosa di simile e senza rendersene conto ha bucato la batteria, creando il danno.

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