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Roma, ricercatore universitario denuncia concorso truccato e poi si suicida

Luigi Vecchione, ricercatore universitario 43enne, aveva denunciato all'Anac le irregolarità del concorso della Sapienza a cui aveva partecipato nel 2016. Subito dopo la denuncia però si è suicidato.

Cronaca
Pubblicato il 13 novembre 2018, alle ore 13:08

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Roma, ricercatore universitario denuncia concorso truccato e poi si suicida

Aveva costruito da solo la pistola che ha poi usato per togliersi la vita, il ricercatore universitario, Luigi Vecchione. Mercoledì scorso, Luigi  non ha retto l’ingiustizia subita e ha deciso di morire sparandosi un colpo. Prima di farlo però ha lasciato scritto un biglietto destinato ai suoi genitori: “Mamma, papà, scusatemi. Mi hanno trattato come un mafioso. Portate tutto all’avvocato Testa“.

Nella frazione di Mole Bisleti, in provincia di Frosinone, intorno alle 18, il padre rientrando a casa ha trovato il figlio riverso a terra davanti al camino. Ha trovato il messaggio e tutti gli appunti relativi al concorso a cui Luigi aveva partecipato nella seconda metà del 2016. Un concorso per tecnico amministrativo di laboratorio che è stato l’inizio dei suoi problemi. Il padre di Luigi  ha detto: “Lui è un martire della corruzione negli atenei“.

Quattro ore prima del suicidio, Luigi si era recato insieme al suo avvocato, presso gli uffici della squadra mobile di Frosinone. Si sentiva frustrato, deluso, privo di stimoli. In questura l’uomo aveva spiegato di pari passo come erano andate le cose. Si sentiva perseguitato dall’Università La Sapienza ed era convinto di aver subito una profonda ingiustizia.

Il suo legale, all’uscita dalla questura, lo aveva rassicurato dicendogli che avrebbe denunciato il tutto in Procura e Luigi sembrava sereno. Era uno studente lavoratore. Si era laureato nel 2011 a 36 anni. Aveva conseguito il dottorato all’Università della Tuscia. Aveva rivelato che il nome del vincitore del concorso era stato già deciso ancor prima dello svolgimento dello stesso.

La sua esclusione è stata dettata, a suo dire, dal fatto che lui era l’unico senza protezione e raccomandazione. L’ingegnere si era fatto da sé con le sue sole forze. Lo scorso 31 agosto la Sapienza non gli aveva rinnovato il contratto e il suo progetto, finanziato da una multinazionale con 180mila euro, aveva subito una brusca battura d’arresto. Aveva dichiarato in tale circostanza: “Mi hanno allontanato perché hanno scoperto che li ho denunciati“.

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Cosa ne pensa l’autore
Beatrice Cinnirella

Beatrice Cinnirella - Una storia che si ripete. Corsi e ricorsi storici, come diceva Giambattista Vico. La corruzione nei concorsi universitari è un fatto risaputo. Tutti sanno ma nessuno fa nulla per attenuare, quantomeno, questa piaga italiana. Morire per la rabbia e nello stesso tempo per l'impotenza di non poter cambiare le cose, lascia l'amaro in bocca.

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