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Roma

Roma: preside contro le chat di gruppo dei genitori e le mamme in minigonna

Eugenia Rigano, preside uscente dell’Istituto Tullia Zevi di Roma, avverte: "Mamme in mini, poi non vi lamentate se vi bullizzano le figlie". Stesso tono per le chat di classe: i genitori che si azzannano non si stupiscano delle violenze a scuola.

Cronaca
Pubblicato il 5 settembre 2019, alle ore 09:15

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Roma: preside contro le chat di gruppo dei genitori e le mamme in minigonna

Una preside, prima di lasciare l’incarico nella scuola, si è sfogata con una lettera contro i genitori che hanno manie di protagonismo e, senza timori di dar addito a chiacchiericci, ha manifestato il suo pensiero. È successo all’Istituto Tullia Zevi di Casal Palocco, Roma.

I toni piuttosto severi, a qualche giorno dall’inizio della scuola, da parte della preside Eugenia Rigano che sta per lasciare la scuola, hanno suscitato un vespaio. Secondo il punto di vista della preside uscente il bullismo, a scuola, avrebbe una causa che parte da casa.

La lettera di commiato

Nella missiva di saluto alle famiglie, Eugenia Rigano, scrive: “Le signore agée che esordiscono cercando visibilità negli organi collegiali in minigonna e calze a rete perché si lamentano poi se le figlie, non proprio silfidi, vengono sbeffeggiate dai compagni di classe?”Rincara poi la dose parlando delle chat di classe dove, una volta costituito il gruppo, i genitori si azzannano tra loro con parole volgari e minacce, e chiede perché lamentarsi poi se tra i figli ci sono episodi di violenza e di bullismo.

La preside denuncia che c’è una “grande confusione di ruoli, e incertezze da cui discendono inutili conflittualità….“. Il modello di scuola che la Rigano ha in mente, e che secondo lei non dovrebbe essere mai dimenticato, è quello che trae la sua efficacia dalle regole, come avviene nelle caserme, nei conventi o nelle carceri: così “insegnano anche eminenti psicologi“, sottolinea la preside.

La Rigano racconta, sempre nella sua lettera, come gli stessi genitori l’abbiano minacciata diverse volte con varie lettere minatorie, tagliandole tre volte i copertoni e, soprattutto, quella capillare attività diffamatoria. Ma, per la preside, i molti nemici sono solo sinonimo di molto onore.

I genitori degli alunni dell’istituto comprensivo di Casal Palocco, nella loro pagina Facebook, si sono infuriati e scrivono che “È ora di cambiare pagina”. Una mamma ritiene che su quanto la preside ha scritto si possa sorvolare “come lei ha sorvolato su di noi“.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Le regole, nella scuola, come anche a casa, ci devono essere. Non sono d'accordo però sul fatto che debbano essere rigide come in una caserma o in un carcere: con i ragazzi che stanno crescendo, come in ogni età della vita, è necessario il dialogo che porta al rispetto di sé stessi e degli altri, alla ragionevolezza di come si parla e di come ci si veste (per stare nei temi della preside uscente).

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