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Roma

Roma, niente "Bella ciao" a scuola nel Giorno della Memoria: "E’ di parte"

Secondo alcuni genitori di una scuola romana cantare la canzone "Bella ciao" durante la cerimonia in occasione della Giornata della Memoria, restituirebbe una visione "di parte" degli avvenimenti storici.

Cronaca
Pubblicato il 27 gennaio 2018, alle ore 11:58

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Roma, niente "Bella ciao" a scuola nel Giorno della Memoria: "E’ di parte"

La scuola elementare Franchetti, nel quartiere di San Saba a Roma, si sta preparando per celebrare una cerimonia che andrà a inaugurare una targa per “nonno” Bruno Fantera, che mise a disposizione la propria abitazione ad una famiglia ebrea, i Moscati, nascondendoli durante l‘inesorabile rastrellamento nazista. Sul muro dell’edificio già campeggia una lapide che ricorda Renato Baruffi e Luciano Donati, i due ragazzi che vivano nel quartiere e furuno uccisi dai nazisti il 22 marzo del 1944.

Fin qui nulla di strano, se non che un particolare ha “rovinato” per molti questa celebrazione. Era, infatti, previsto che durante la cerimonia i bimbi cantassero “Bella ciao!”, noto inno partigiano. Ma alcuni genitori sono insorti contro questa decisione, motivando la loro protesta con il fatto che il brano prescelto fosse di un particolare schieramento politico, cosa che la rendeva “di parte”.

Raffaella Cordeschi, membro del consiglio dei genitori, ha dichiarato: “I genitori che si oppongono sostengono che “Bella ciao” è il simbolo di una parte politica e che la politica non deve entrare in questa celebrazione. Abbiamo cercato di spiegare che, al contrario, si tratta di un testo ormai patrimonio storico comune, calzante visto che il tutto si tiene in uno dei quartieri simbolo della resistenza al nazi-fascismo”.

Sembra non essere servita questa spiegazione, non convincente per l’opposizione dei genitori contrari alla scelta effettuata dalle maestre dell’istituto. Anche la consigliera Camilla Buitoni, basita per questa protesta ha commentato: “Mi stupisce proprio perché la stragrande maggioranza della comunità dei genitori è a favore della canzone e la scuola Franchetti è una splendida comunità aperta, plurale, progressista e libera“.

Al momento sono in corso trattative per stabilire quale sia la scelta migliore per tutti. Si rende noto che i genitori portavoce di questo dissenso siano una piccola parte, ma proprio grazie alla libertà di pensiero che vige nella scuola, hanno avuto la possibilità di mettere in stand-by la decisione delle insegnanti di far cantare ai bimbi “Bella ciao!” durante la cerimonia.

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Cosa ne pensa l’autore
Cristina Giuli

Cristina Giuli - Credo che la canzone "Bella Ciao" sia ormai, più che una canzone politicamente schierata, un chiaro riferimento ai tempii bui del nazismo. Forse si dovrebbe pensare a insegnare ai bimbi più tolleranza e rispetto per i ricordi di un tempo, per non rischiare di commettere gli stessi errori, atroci del passato.

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