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Roma

Roma, lancia il cane del figlio dalla finestra e lo uccide: 47enne sarà processato

Il 18 aprile del 2018 un 47enne ha lanciato la cagnolina di suo figlio dal loro appartamento di 7 piani, uccidendola. In questi giorni è stato deciso il processo per Pietro Sorrenti, accusato del reato di uccisione di animali.

Cronaca
Pubblicato il 24 dicembre 2021, alle ore 16:02

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Roma, lancia il cane del figlio dalla finestra e lo uccide: 47enne sarà processato

Chi ha un cane in casa, sa perfettamente quanto amore disinteressato i nostri amici a quattro zampe riescono a regalarci. Poi ci sono gli umani… quelli che di “umano” non hanno nulla. E’ il caso di Pietro Sorrenti, 47enne romano che, il 18 aprile 2018, ha preso in braccio la cagnolina del figlio 15enne, facendola precipitare dal settimo piano della loro abitazione a Fonte Ostiense, in via Garcia Lorca, non lontano dal Palalottomatica.

Lilly, jack russell femmina, è morta sul colpo, dopo il violento impatto con l’asfalto. Pare che la causa che ha portato l’uomo a compiere questo folle gesto sia stata una discussione col figlio, avvenuta la mattina stessa dell’uccisione di Lilly, quindi potrebbe trattarsi di un gesto punitivo nei confronti del ragazzo. 

Il processo 

Dato che la vita di un animale non vale meno di una vita umana, l’uomo verrà processato e dovrà rispondere del reato di uccisione di animali al tribunale monocratico. Sorrenti secondo l’accusa, sostenuta dal pm Mario Pesci, avrebbe tolto la vita al cane, probabilmente dopo uno discussione con il figlio, “Con crudeltà e senza necessità, gettando l’animale dal balcone”. 

Il 15enne, accortosi dell’ accaduto, si è precipitato in strada, sotto l’abitazione dove abita, e ha tentato disperatamente di rianimare la sua Lilly, ma non c’è stato più nulla da fare. I vicini, vedendo il giovane per strada, travolto dalla disperazione, seduto accanto al cucciolo senza vita,  hanno immediatamente chiamato la polizia, giunta subito sul posto. 

Sorrenti avrebbe detto:“Tutte ‘ste pagliacciate, è solo un cane. Ve sfondo tutti”. Oltre al tono utilizzato dal 47enne che, stando a quanto hanno dichiarato i poliziotti, sembra essere stato “spavaldo”, l’uomo subito ha iniziato a malmenare gli agenti e a prendere a calci l’auto di servizio. Una volta in commissariato, è arrivato l’arresto e, in seguito, la condanna a 1 anno e 8 mesi per danneggiamento, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.

La tragedia aveva scatenato l’indignazione anche dell’Onorevole del Movimento 5 Stelle, Paolo Bernini, presidente dell’Associazione Protezione Animali (Dpa), che aveva denunciato l’episodio alle forze dell’ordine. Ad oggi Pietro Sorrenti è accusato di aver ucciso un animale e dovrà risponderne davanti al tribunale monocromo.

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Cosa ne pensa l’autore
Caterina Lenti

Caterina Lenti - Non c'è mai limite alla crudeltà umana nei confronti di cuccioli indifesi che chiedono solo di essere coccolati dai loro padroni. Io spero che Sorrenti marcisca in carcere per la crudeltà del suo folle gesto che ha provocato la morte della povera Lilly. Non ci sono parole per descrivere quanta rabbia ho dentro nel sentire queste storie.

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