Iscriviti
Roma

Roma, la Scala Santa per 60 giorni torna alla sua naturale bellezza.

La Scala Santa, uno dei simboli più amati dai cristiani, da giovedì 11 aprile fino a domenica 9 giugno, sarà visibile al pubblico nella sua originaria bellezza, senza copertura in legno.

Cronaca
Pubblicato il 12 aprile 2019, alle ore 01:40

Mi piace
8
0
Roma, la Scala Santa per 60 giorni torna alla sua naturale bellezza.

La Scala Santa, situata a Roma nel Santuario in Piazza San Giovanni in Laterano, per 60 giorni, da giovedì 11 aprile fino a domenica 9 giugno, giorno di Pentecoste, sarà aperta al pubblico per la prima volta dopo 300 anni in tutta la sua originaria bellezza, visto che le è stata tolta la copertura in legno voluta da Papa Innocenzo XIII nel 1723. Trascorsi questi 60 giorni, la Scala sarà nuovamente coperta con il legno.

Tutto ciò è stato reso possibile grazie alle opere di restaurazione iniziate la scorsa estate, a cura dei Musei Vaticani, dove il legno è stato tolto per ripulire i gradini da terra e incrostazioni. Durante la cerimonia di apertura la Scala è stata benedetta dal cardinale vicario Angelo De Donatis, dopodiché i fedeli hanno potuto percorrere i 28 scalini nell’unico modo possibile, in ginocchio.

Secondo la tradizione, la Scala Santa apparteneva al governatore romano Ponzio Pilato e Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino, nel 326 la fece trasportare a Roma. Padre Francesco Guerra, Rettore della Scala, ha raccontato l’emozione dai presenti alla rimozione della copertura in legno, quando i gradini sono apparsi tutti consumati, contraddistinti – tranne l’ultimo – da un solco al centro. La spiegazione a questa particolare caratteristica degli scalini è che i fedeli, salendo in ginocchio, spingono con la punta del piede sullo scalino inferiore, creando appunto un solco, mentre ciò non avviene sull’ultimo scalino.

La Scala Santa è uno dei luoghi a cui i cristiani sono più legati, in quanto secondo la tradizione è la Scala che è stata percorsa da Gesù prima della salita sul Golgota e sulla quale restano ancora quattro gocce di sangue. Il Rettore ha infatti segnalato che, per i fedeli, passare dove è passato Gesù è un modo per sentirsi più vicini a Dio, perché salendo i gradini inginocchiati si entra in contatto con il dolore fisico e morale.

Guido Cornini, delegato scientifico dei Musei Vaticani, ha definito la Scala Santa come il punto di forza della cristianità della città di Roma. Sin dal Medioevo tutto il mondo veniva a Roma per osservare le reliquie. Secondo Cornini, chi percorreva la Scala Santa non percepiva solo la sofferenza, ma riceveva anche “una efficace catechesi degli sguardi“. 

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Elisabetta Monda

Elisabetta Monda - La possibilità di percorrere la Scala Santa così come era in origine, senza copertura in legno, immagino che per chi è molto credente sia un evento unico e imperdibile, nonché molto emozionante. Credo che per loro rappresenti un'emozione diversa da quella a cui sono abituati, visto che potranno toccare con mano gli scalini originali su cui, secondo la tradizione cristiana, Gesù è passato.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!