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Roma

Roma, infermiera No Vax sospesa dal lavoro: il giudice chiede di riammetterla in servizio

A stabilirlo è il giudice del lavoro di Velletri, che ha ordinato nelle scorse ore l'immediata riamissione a lavoro di una infermiera che non si è voluta vaccinare contro il Covid-19. "Sospensione dal lavoro può costituire solo l'extrema ratio".

Cronaca
Pubblicato il 25 novembre 2021, alle ore 10:45

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Roma, infermiera No Vax sospesa dal lavoro: il giudice chiede di riammetterla in servizio

In queste ore il Governo ha illustrato le nuove norme che entreranno in vigore dal 6 dicembre e che riguarderanno soprattutto le persone non vaccinate contro il Covid-19. Questi ultimi non potranno più utilizzare i tamponi negativi per poter entrare in bar e ristoranti o luoghi dello svago: per partecipare alla vita sociale insomma bisognerà essere vaccinati o guariti dal Covid. Nelle scorse ore è arrivata però una sentenza che sta facendo abbastanza discutere. 

Il giudice del lavoro di Velletri, infatti, ha riamesso a lavoro una infermiera No Vax che a ottobre scorso era stata sospesa dall’Asl Roma 6 perchè appunto non ha voluto aderire alla campagna vaccinale. I giudici hanno deciso che la donna deve essere riammessa immediatamente in servizio presso la centrale Sats di Marino, in provincia di Roma. L’azienda sanitaria dovrà erogare alla stessa anche lo stipendio spettante. Il documento emesso dal tribunale del lavoro è chiaro. 

Il tribunale: “Diritti compromessi”

Nel documento si fa riferimento ai diritti compromessi all’infermiera, come ad esempio la dignità personale e professionale, e spiega chiaramente che la “sospensione dal lavoro può costituire solo l’extrema ratio e evento eccezionale in una azienda medio grande”. Una vittoria quindi per la sanitaria in questione. 

Secondo il legale che ha seguito la sanitaria, avvocato David Torriero, il tribunale ha riaffermato con chiarezza il diritto a lavoro, a fronte di una sospensione “che non può fare riferimento al diritto alla salute se sono state proprio le decisioni del Governo a stabilire che lo stesso è garantito attraverso il ricorso ai tamponi ogni 48 ore”.

Molte persone, infatti, tutte No-Vax, in Italia hanno deciso di ricorrere ai tamponi per poter entrare sul posto di lavoro. Tampone, che, abbiamo visto in apertura, dal 6 dicembre non varrà più per poter entrare nei luoghi dello svago, mentre il Green Pass “base” (ottenuto con tampone negativo) sarà comunque obbligatorio nei mezzi pubblici urbani, bus, tram e metro. Dobbiamo precisare che i sanitari hanno già l’obbligo vaccinale per entrambi le dosi: si attendono le decisioni per l’eventuale dose “booster”.

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Queste notizie ci fanno capire di quanto complessa possa essere la legislazione anti Covid. Questa infermiera, nonostante per i sanitari ci sia l'obbligo vaccinale, è stata riamessa a lavoro dal giudice, in quanto i tamponi sono tuttora uno strumento valido per recarsi sul posto di lavoro. E a quanto pare lo sarà anche nei prossimi mesi, in quanto per ora non si parla di obbligo vaccinale coatto, ma soltanto per alcune categorie di lavoratori.

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