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Roma

Roma: Federica è morta per choc anafilattico a causa della presenza di latte nel drink

La sedicenne Federica Stiffi è morta a causa di uno choc anafilattico provocato da un drink in cui ci sarebbero state tracce di latte, alimento al quale la ragazza era allergica.

Cronaca
Pubblicato il 15 gennaio 2019, alle ore 17:25

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Roma: Federica è morta per choc anafilattico a causa della presenza di latte nel drink

Federica, la giovane ragazza di 16 anni morta a Roma, non è stata salvata nemmeno dal salvavita che portava sempre con sé. Mentre camminava per strada si è accasciata a terra a causa di una crisi respiratoria. Gli amici hanno provato a rianimarla, l’ambulanza l’ha trasportata rapidamente in ospedale, ma non c’è stato niente da fare per Federica.

La causa è da attribuire ad uno shock anafilattico e ha stroncato la vita di una promessa della beach volley romana. Il tutto è successo sabato sera, quando si è incontrata con le amiche per passare la serata nel locale e avrebbe assunto shottini, mini cocktail a base di rum, whisky e creme di frutta che si bevono tutti d’un fiato.

Le indagini

Due baristi, considerati i colpevoli della morte di Federica Stiffi sono accusati di omicidio colposo. Su quanto accaduto è stata aperta un’inchiesta. La ragazza era intollerante a diversi alimenti, tra cui il lattosio. Proprio per questo, la ragazza aveva chiesto ai baristi se ci fossero delle tracce di latte vaccino, ma la risposta è stata che c’era presenza solo di latte di cocco.

I veri componenti presenti nel drink saranno analizzati da specialisti incaricati dall’autorità giudiziaria. Molte bottiglie sono state sequestrate dai carabinieri, ma ciò che darà la sentenza definitiva sarà l’autopsia. I genitori hanno seguito l’inizio delle indagini: “Sono devastati – ha detto un legale che li ha accompagnati – Un dolore sconfinato. E troppi gli interrogativi”. L’amica che sabato sera era con Federica ha confermato che la ragazza fosse sempre attenta a ciò che prendeva assicurandosi dell’assenza del latte. 

Tra le cause non si esclude che sia stato il latte di cocco, abbinato all’alcool, a dare vita alla reazione allergica che a sua volta ha comportato la crisi respiratoria. La bevanda incriminata non sarebbe stata confezionata in Italia e i baristi si difendono affermando che fanno sempre molta attenzione con clienti allergici.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesco Menna

Francesco Menna - Premetto che sono sempre contrario alle serate nei locali, soprattutto dove si fa spudorato utilizzo di alcool. È probabile che sia stata utilizzata un'etichetta fasulla durante il confezionamento delle bottiglie. In quel caso sarà da vedere di chi è la colpa, e potrebbe estendersi anche all'azienda che ha confezionato la bottiglia.

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