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Roma

Rom, scarcerata perché incinta per l’undicesima volta, deruba un’invalida

Condannata a 25 anni di carcere, la rom riesce a farla franca perché sempre incinta. Torna subito a rubare e se la prende con un'anziana di 86 anni in sedia a rotelle.

Cronaca
Pubblicato il 20 giugno 2019, alle ore 04:06

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Rom, scarcerata perché incinta per l’undicesima volta, deruba un’invalida

I carabinieri l’avevano tradotta in carcere a Rebibbia per scontare la pena definitiva di 25 anni di reclusione. Lì, però, “madame furto” c’è rimasta poco. I giudici l’hanno subito scarcerata perché incinta, concedendole il beneficio del differimento pena, in modo che possa scontare la condanna dopo il parto. Solo che quella condanna non arriva mai, perché la rom porta continuamente il pancione con tanto di marmocchi in dirittura d’arrivo. 

E così, Vasvija Husic, 33enne, bosniaca, appena tornata libera, ha ripreso subito la sua poco lusinghiera attività di ladra ed è stata nuovamente arrestata dai carabinieri per aver derubato, insieme a tre complici, una disabile in sedia a rotelle. “Madame furto” è una specialista del ladrocinio, ma pure della recidiva: è stata infatti arrestata più di quaranta volte, sebbene il carcere non l’abbia visto, né dentro né fuori.

Questo perché la rom, proprio come Sophia Loren nelle vesti della contrabbandiera, usa le gravidanze per aggirare la legge italiana, partorendo figli con lo scopo di stare alla larga dalla galera e rimandare la condanna a dopo il parto. E, così, ha usato l’undicesima gravidanza per uscire di nuovo di prigione, e tornare subito a fare l’unica cosa che sa fare: rubare al prossimo suo.

Ieri mattina, infatti, alcuni carabinieri in borghese hanno visto la donna aggirarsi in compagnia di tre amiche all’interno della metropolitana alla fermata Flaminio. L’hanno vista prendere di mira una turista peruviana di 86 anni, disabile in sedia a rotelle, accerchiarla con fare volpino, e alleggerirla del borsello con il denaro, approfittando della calca.

I carabinieri, ovviamente, sono intervenuti bloccando le quattro donne e recuperando l’intera refurtiva. L’hanno condotta per l’ennesima volta in carcere, dove il giudice – dopo averla processata per direttissima – ha convalidato l’arresto e ne ha disposto l’accompagnamento presso il carcere femminile di Rebibbia. La domanda adesso da porsi è: ci resterà? 

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Non è vero che le donne incinte non possano stare in carcere. La legge prevede che possano essere messe in carcere quando ci sono "esigenze cautelari di eccezionale rilevanza". E se queste esigenze non ricorrono per una donna che ha accumulato 25 anni di reclusione per una serie infinita di furti che l'hanno portata ad essere arrestata per più di 40 volte, ditemi voi quando ci sono le esigenze eccezionali. Tutta colpa dei magistrati che la legge non l'applicano agli stranieri perché forse hanno paura di essere accusati di razzismo, xenofobia e fascismo.

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