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Rivolta nel carcere di Campobasso, materassi bruciati e urla dalle finestre

Scoppiata una rivolta da parte di 28 detenuti all'interno del carcere di Campobasso: materassi bruciati e urla dalle finestre. La Polizia assicura: niente feriti o ostaggi.

Cronaca
Pubblicato il 23 maggio 2019, alle ore 08:36

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Rivolta nel carcere di Campobasso, materassi bruciati e urla dalle finestre

A parlare ai microfoni dei giornalisti è Aldo Di Giacomo, il segretario del Spp (Sindacato degli Agenti Penitenziari), che racconta della rivolta scoppiata intorno alle 21 della serata di ieri, mercoledì 22 maggio, presso il carcere di Campobasso. Stando a quanto affermato, la rivolta avrebbe avuto inizio da almeno 28 detenuti che si sono rinchiusi nel II settore della prigione, dando fuoco ad alcuni materassi. 

Secondo Di Giacomo, la causa riconducibile a questa rivolta potrebbe essere le diminuzione di alcuni benefici quali telefonate ed altro. Il II settore, inoltre, risulta essere super affollato rispetto al numero di detenuti che per legge dovrebbe contenere. Così come racconta lo stesso segretario del Spp, nel reparto alcuni detenuti avrebbero dormito con i materassi per terra. In questo momento il carcere conta 180 detenuti, pochi di più rispetto al totale della capienza, ma sensibilmente maggiore alla capienza del settore. Oltre a questa serie di problematiche, Di Giacomo fa sapere che nelle ultime settimane all’interno del carcere sono stati portati alcuni detenuti “borderline”, ovvero con problemi psichici o di tossicodipendenza.

Rivolta rientrata

Nelle tarde ore della serata di ieri, è arrivato un comunicato dell’Ansa in cui si afferma che la rivolta dei detenuti è rientrata dopo un colloquio avvenuto tra questi e la direttrice del carcere, il cui contenuto è rimasto sconosciuto.

La polizia ha fatto sapere che durante la rivolta non c’è stato alcun ostaggio o ferito. Un’ambulanza è entrata durante la notte presso il carcere di Campobasso a causa del malore di un detenuto, ma a quanto sembra questo non ha nulla a che vedere con la protesta scoppiata nelle ore prima.

Alcuni testimoni hanno fatto sapere che, durante il pieno della rivolta dei detenuti, si sentivano delle urla provenire dalle finestre del carcere, accompagnate dai rumori di ferri battuti sulle inferriate presenti nelle stesse finestre che danno verso la strada.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Fortunatamente questa rivolta non ha portato alcun ferito e si è conclusa nel modo migliore. Nonostante nessuno dica che queste persone hanno agito nel modo migliore o che sono giustificate, non dobbiamo dimenticarci che tutti hanno dei diritti che devono essere rispettati, anche se si trovano in carcere come colpevoli o in attesa di giudizio.

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