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Roma

Ritrovati in una grotta al Circeo i resti degli uomini di Neanderthal

Gli archeologi hanno fatto una scoperta sensazionale, nella Grotta Guattari al Circeo, nei pressi di Latina, hanno ritrovato i resti di nove uomini di Neanderthal. Il ministro della cultura Franceschini entusiasta: "ritrovamento eccezionale".

Cronaca
Pubblicato il 8 maggio 2021, alle ore 16:51

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Ritrovati in una grotta al Circeo i resti degli uomini di Neanderthal

Gli archeologi della Soprintendenza archeologica di Frosinone e Latina, in collaborazione con l’Università di Tor Vergata, hanno effettutato un ritrovamento storico eccezionale all’interno della Grotta Guattari al Circeo, vicino a Latina: si tratta di nove ominidi dell’epoca neanderthaliana. Vari fossili sono stati ritrovati.

Il ministro per la cultura Franceschini entusiasta per il ritrovamento; anche il sindaco di San Felice Circeo, Giuseppe Schiboni, afferma che è una scoperta di rilevanza mondiale, un grande patrimonio artistico per tutta l‘umanità. Inizialmente, nel 1939, di questi uomini del Paleolitico venne trovato un cranio, studiato dall’archeologo francese Blanc.

Egli rinvenne il cranio, che svelava un mistero, una sorta di rito cannibalesco era stato fatto su di esso, infatti la base del cranio risultava staccata a morsi, forse da una iena o forse dall’uomo. In seguito, il cranio venne studiato dall’antropologo Mario Rubini, direttore del servizio di antropologia del Sabap Lazio che afferma: “è di particolare rilevanza scientifica, spiegare la storia dell’homo sapiens da milioni di anni fa ad oggi, la prima società umana vivente”.

Mario Rolfo, docente di archeologia preistorica dell’Università di Tor Vergata, spiega che 60 milioni di anni fa l’accesso alla grotta era inaccessibile per un crollo e che solo in seguito vennero ritrovati resti fossili di animali e vegetali.

La zona denominata “del laghetto” ha fatto scoprire che c’è una donna tra i resti, e molti animali, tra cui iene, rinoceronti, elefanti, bovini e cavalli. Anche all’esterno sono stati ritrovati resti di carbone, a significare che l’uomo si accendeva il fuoco, dopo essersi procacciato il cibo, e si stabilirà tutta la storia della pianura pontina. Ancora dovranno lavorare molto gli scienziati per spiegare il mistero dei crani e sul popolamento e la civilizzazione, dal Paleolitico, dell’uomo di Neanderthal per spiegare il popolamento fino ai giorni nostri.

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Cosa ne pensa l’autore
Martina Capit

Martina Capit - Un ritrovamento davvero eccezionale, sono felice che sia avvenuto nel Lazio. Ero convinta che scavando nel sottosuolo la nostra bella penisola avrebbe portato alla luce, attraverso gli scavi e al lavoro degli antropologi, resti di epoche secolari. Sono sicura che il ministro della cultura investirà molte risorse per lo studio di questi uomini.

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