Ha dell’assurdo quanto accaduto in un ristorante ebraico situato a Venezia, proprio in corrispondenza del centro storico della città: il personale del locale ha espressamente proibito ai genitori di una bambina di soli otto mesi di nutrire la figlia, poiché all’interno del suo biberon figurava il formaggio grana, severamente proibito alla cucina tipica proposta dal ristorante in questione.
Quest’ultimo infatti serviva esclusivamente cibo kosher, il ché non è mai stato di per sé motivo di scandalo, almeno fino a quando non è giunta la notizia dell’increscioso incidente. Secondo le ricostruzioni dell’incredibile vicenda, i genitori della piccola avevano intenzione di fermarsi a mangiare all’interno del ristorante in questione, e si erano premuniti portando da casa il cibo per la figlia, in quanto era ancora troppo giovane per poter ordinare qualsiasi cosa figurasse nel menu dell’esercizio.
Peccato però che uno dei camerieri abbia insistito per conoscere il contenuto del biberon della bambina, e che i genitori abbiano confessato che all’interno del preparato che la figlia stava bevendo c’era anche del formaggio grana; con ogni probabilità, non si sarebbero di certo aspettati una reazione del genere da parte del dipendente. Quest’ultimo invece, ha assurdamente richiesto alla coppia di smettere di nutrire la figlia.
Il formaggio grana è infatti espressamente proibito dalla cucina kosher, e tanto bastava-secondo l’ottica del persona del ristorante interessato-a chiedere ai genitori di non dare da mangiare alla bambina per tutto il tempo in cui la famiglia sarebbe rimasta all’interno della struttura.
Madre e padre della piccola si sono ovviamente indignati, preferendo abbandonare quel locale di kapò dell’alimentazione per migrare invece in direzione di una tavola calda nelle vicinanze, tipicamente veneziana. Qui hanno potuto continuare a pasteggiare tranquillamente, e la bambina è riuscita a fare lo stesso, senza che alcun allucinato cameriere cercasse di strapparle di mano il biberon per via del suo contenuto, ritenuto “non a norma” con quanto servito all’interno dell’esercizio precedente.