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Rimini, 19enne prigioniera del fidanzato e del suocero: picchiata e segregata in casa

Una 19enne è stata segregata in casa e picchiata ripetutamente dal fidanzato e dal suocero. Quando la polizia è intervenuta nell'appartamento, la giovane è corsa incontro ad un agente.

Cronaca
Pubblicato il 28 gennaio 2019, alle ore 08:59

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Rimini, 19enne prigioniera del fidanzato e del suocero: picchiata e segregata in casa

Un incubo che ha inizio 5 mesi fa, quando la 19enne di origini macedoni, ha conosciuto su internet quello che sarebbe diventato presto il suo fidanzato, un 24enne kosovaro che da 20 anni abitava in Italia, a Rimini, con la sua famiglia. Una breve conoscenza che ha subito convinto la giovane e la sua famiglia, tanto da farla trasferire a casa del ragazzo, dove sono poi iniziati gli orrori.

Grazie al coraggio della 19enne e l’aiuto del padre della ragazza, nella mattinata di ieri la polizia ha fatto irruzione nell’appartamento degli aggressori, riuscendo così a salvare la vittima e portandola in ospedale dove le sono state riscontrate numerose ferite ed ecchimosi sul corpo. Quando gli agenti sono intervenuti, la giovane è corsa da uno di loro disperata, affermando di non volere più rimanere in quel posto.

Cinque mesi fa la 19enne macedone ha conosciuto il 24enne di origini kosovare che da anni abitava in Italia. Una relazione molto breve avvenuta interamente tramite chat, così com’è anche avvenuto l’incontro tra le due famiglie. Un amore che sembrava sicuro ed affidabile, tanto da convincere i genitori della 19enne a farle lasciare la Macedonia per trasferirsi a Rimini a casa dei neo suoceri.

Non appena la giovane ha messo piede nel nuovo appartamento italiano, il suocero 50enne ed il figlio 24enne, le hanno prelevato il cellulare ed il passaporto, dando così inizio all’incubo. La ragazza è stata ridotta in schiavitù, picchiata ripetutamente e segregata in casa. Insieme a lei erano presenti anche i fratelli del fidanzato e la madre, che sembrerebbe non avessero mai provato a difenderla ma anzi, assistevano alle violenza senza dire alcuna parola.

Sono trascorsi cinque mesi da quando la 19enne è diventata vittima del fidanzato e del suocero, ma sabato scorso la giovane è riuscita fortunatamente a chiamare il padre con il cellulare di uno dei ragazzi presenti in casa, e chiedere così aiuto per quanto stava subendo. L’uomo ha così avvertito la polizia italiana, che nella giornata di ieri ha fatto un blitz nell’appartamento riuscendo a portare in salvo la 19enne, ed amanettando i suoi due aggressori. Ora verranno sentiti anche gli altri componenti della famiglia per capire a pieno le varie responsabilità.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Una storia che si può definire davvero come un incubo. Tutti sappiamo che conoscere qualcuno online o tramite chat non porta a niente di buono, ma è inutile anche fare la predica ora, quando il fatto è avvenuto ed una ragazza è rimasta sconvolta dopo 5 mesi di prigionia e violenza.

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