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Roma

Rimase tetraplegico in un episodio di "Ciao Darwin", tutti assolti gli imputati per il caso Gabriele Marchetti

Gabriele Marchetti rimase tetraplegico in seguito ad un incidente avvenuto durante le riprese di una puntata di "Ciao Darwin". Il tribunale ha assolto tutti e quattro gli imputati.

Cronaca
Pubblicato il 1 dicembre 2022, alle ore 21:21

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Rimase tetraplegico in un episodio di "Ciao Darwin", tutti assolti gli imputati per il caso Gabriele Marchetti

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Tutti assolti gli imputati nel processo per il ferimento di un concorrente durante le riprese dello show “Ciao Darwin“, che rese la vittima tetraplegica. Questo l’esito del processo presso il tribunale monocratico di Roma, che ha assolto le quattro persone a processo “perché il fatto non sussiste“.

L’incidente avvenne il 17 aprile del 2019, quando il concorrente 54enne Gabriele Marchetti stava affrontando la prova del Genodrome. Si trattava di un percorso ad ostacoli nel quale doveva saltare tra grossi rulli, resi appositamente scivolosi per rendere più difficile lo svolgimento della prova, che si muovevano ad un’altezza di circa un metro, sopra una vasca d’acqua di poco più di un metro di altezza.

L’uomo cadde durante la prova, atterrando in modo scomposto, schiacciandosi due vertebre con conseguente lesione al midollo e compressione al torace, che gli impedì di poter respirare. L’uomo fu operato d’urgenza dopo l’incidente, ma non fu possibile per lui evitare la perdita di sensibilità dal collo in giu, facendogli perdere l’uso degli arti inferiori e superiori.

Oggi 57enne, Marchetti racconta: “Prima di quel giorno ero un uomo che faceva mille cose. Adesso per me è finito tutto“. Oltre all’amarezza per l’incidente subito, a ferire è anche l’indifferenza nei suoi confronti da parte dei responsabili di “Ciao Darwin”.  “Paolo Bonolis non mi ha mai cercato per sapere come sto. Neanche persone a lui vicine mi hanno mai contattato. Soltanto qualcuno della produzione all’inizio si è fatto sentire per telefono e per mail con la mia famiglia per conoscere la mia condizione fisica”.

A processo erano finiti Sandro Costa e Massimo Porta, ai vertici della casa di produzione dello show Rti, Massimiliano Martinelli, dirigente della società Maxima che si era occupata dell’attrezzatura per la fatidica prova, e Giuliano Giovannotti della Sdl 2005, azienda che aveva selezionato i partecipanti allo show.

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Cosa ne pensa l’autore
Anna Santini

Anna Santini - In America avrebbe preso un risarcimento miliardario, è vero che ha patteggiato anche qua un risarcimento, ma niente gli renderà l'uso degli arti. La sua vita non sarà mai più la stessa, avrà bisogno di aiuto finché vivrà, non credo che ci sia nessuna cifra che possa compensare una cosa del genere.

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