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Riina e Bagarella vogliono assistere alla deposizione del Presidente

Il Presidente della Corte d'Assise ha detto di aver ricevuto una lettera dal Capo dello Stato che conferma la sua presenza a testimoniare. I due capi mafia Riina e Bagarella chiedono di assistere al processo

Cronaca
Pubblicato il 3 ottobre 2014, alle ore 12:09

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Riina e Bagarella vogliono assistere alla deposizione del Presidente

Il  Presidente della Corte d’Assise di Palermo ha comunicato, a conclusione dell’udienza di oggi, che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano potrà deporre al processo sulla trattativa Stato-mafia il prossimo 28 ottobre. La notizia è stata resa nota dopo che il Capo dello Stato ha inviato una lettera al Presidente della Corte d’Assise confermando che è disponibile a testimoniare, e che quindi al processo ci sarà.

La Corte d’Assise aveva già specificato durante la scorsa udienza che era necessaria la testimonianza di Napolitano al processo, per esporre la versione dei fatti già discussi in tribunale. Allora la Corte d’Assise aveva respinto le richieste dei difensori di alcuni imputati, i quali avevano fatto richiesta di revocare l’ordinanza che prevedeva la deposizione di Napolitano. Infatti, secondo la Corte, la lettera in cui Napolitano sosteneva di non avere nulla da riferire su quanto richiesto dalla procura non rende vana la deposizione.

Nel frattempo si fanno sentire i capimafia Totò Riina e Leoluca Bagarella, a cui è stato concesso di intervenire in videoconferenza al processo sulla trattativa Stato-mafia. I due hanno chiesto di partecipare al processo, sempre in condizione di video-collegamento, e saranno quindi presenti all’udienza del 28 ottobre, che è stata puntata al Quirinale, durante la quale deporrà il Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Alla notizia l’Avvocatura dello Stato si è ribellata e la Corte ha scelto la riserva di decidere.

La Corte, sebbene abbia annunciato la riserva sulla decisione, ha fatto comunque capire di aver già dato la risposta sulla vicenda. Infatti, è chiaro che, vista la richiesta esplicita degli imputati, la Corte ha dato risposta negativa per la loro partecipazione. Al processo al Quirinale invece assisteranno, come è già accaduto alla scorsa udienza e come hanno stabilito i giudici, il Capo dello Stato e, oltre al collegio, solo i magistrati dell’accusa e i difensori. In questo modo è evidente che la presenza degli imputati è esclusa.

La deposizione del Capo dello Stato è stabilita dall’articolo 502 del codice di procedura penale, che dice: “L’esame si svolge con le forme previste dagli articoli precedenti, esclusa la presenza del pubblico. L’imputato e le altre parti private sono rappresentati dai rispettivi difensori. Il giudice, quando ne è fatta richiesta, ammette l’intervento personale dell’imputato interessato all’esame”.

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