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Reggio Emilia: stuprata a ripetizione, da un branco di africani, una donna incinta

Sarebbero stati due gli stranieri ad abusare della giovane, dopo averla costretta a bere alcolici: “Avevo paura che facessero del male a me e al bambino”.

Cronaca
Pubblicato il 25 gennaio 2019, alle ore 14:39

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Reggio Emilia: stuprata a ripetizione, da un branco di africani, una donna incinta

A Reggio Emilia, una ragazza di 23 anni è stata sequestrata e violentata per ore da un marocchino di 45 anni e da un suo amico. La giovane aveva appena trascorso la serata in un ristorante insieme ad alcuni amici; poi aveva deciso di non andare in discoteca a ballare in quanto incinta di 5 mesi, e aveva optato per il ritorno a casa.

Qui però si è consumato il dramma. Il marocchino, un uomo che la ragazza non conosceva personalmente ma che le era stato presentato da un amico, si è offerto di darle un passaggio. La giovane si è fidata, ha accettato ma, una volta a bordo della vettura, ha trovato la sorpresa: lo straniero ha fatto salire in macchina anche un connazionale, ha condotto la 23enne in un appartamento, e qui l’ha violentata ripetutamente.

Mi ha portato in giro per ore nella sua macchina”, ha raccontato la giovane vittima. “Mi ha portato in alcuni bar prima di andare in un appartamento dove mi ha costretto a bere un’intera bottiglia di birra e poi a subire ripetuti rapporti sessuali. Avevo paura che facessero del male a me e al bambino”.

I due violentatori non si sono fermati nemmeno davanti al suo stato interessante. L’incubo è durato oltre 20 ore, poi i marocchini hanno caricato la giovane in auto e l’hanno abbandonata nei pressi di un bar, dove i titolari hanno chiamato i soccorsi. La ragazza è stata sottoposta anche a una visita ginecologica, per scongiurare eventuali danni al feto.

Le indagini sono scattate immediatamente, e il marocchino è finito in manette nel giro di poche ore. Il Gip del tribunale di Reggio Emilia ha richiesto la custodia cautelare in carcere per sequestro di persona e violenza sessuale aggravata. Il complice, invece, risulta ancora latitante, ma avrebbe le ore contate. 

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Notizie come queste cominciano a diventare sempre più numerose. Forse sarà anche vero che "l'Italia va a rotoli e che il problema non sono gli immigrati". Ma se ci facciamo due conti ci accorgiamo che, in proporzione al numero degli abitanti, i reati commessi dagli immigrati in Italia sono superiori perfino a quelli commessi dagli italiani. Segno che, se gli immigrati non sono il problema, di certo non sono nemmeno la soluzione.

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