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Reggio Emilia, i giudici si sostituiscono alla scuola: "Non si può bocciare in prima media"

I giudici del Consiglio di Stato hanno accolto il ricorso dei genitori di un ragazzo bocciato in prima media per le troppe insufficienze. "È una fase delicata per i ragazzi". Ma così si perde il senso educativo della scuola.

Cronaca
Pubblicato il 30 ottobre 2018, alle ore 12:41

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Reggio Emilia, i giudici si sostituiscono alla scuola: "Non si può bocciare in prima media"

I pedagogisti sostengono che una bocciatura possa essere salutare per la crescita e la formazione di un ragazzo. Non la pensa invece così il Consiglio di Stato, che ha sentenziato che un ragazzo di 11 anni non può essere bocciato al primo anno di media perché non sarebbe in grado di “metabolizzare la delusione” causata, appunto, dalla bocciatura.

I giudici di Stato hanno voluto dare così ragione a una coppia di genitori di Reggio Emilia che aveva fatto ricorso contro un istituto scolastico colpevole di non aver accettato in seconda media il loro figlioletto a causa delle troppe insufficienze riportare nella pagella finale. I due si erano rivolti prima al Tar, il quale però aveva confermato la decisione della scuola. Poi – non contenti – avevano fatto ricorso al Consiglio di Stato che, al contrario, ha dato loro ragione costringendo l’istituto ad ammettere il ragazzo in seconda media.

Il motivo? È quello riportato nella sentenza: “Si tratta di una delle fasi di transizione più delicate del percorso di crescita, nuova scuola, compagni, insegnanti e soprattutto è necessario, se non indispensabile, trovare un metodo di studio adeguato. Per decretare un giudizio ed eventualmente rallentare la carriera di uno studente, occorre prendere in considerazione un periodo più ampio”.

In altre parole, un ragazzo che affronta il primo anno di una scuola media non sarebbe in grado in impegnarsi negli studi perché, emotivamente parlando, andrebbe incontro a grosse difficoltà di adattamento e avrebbe quindi bisogno di più tempo per poter dimostrare tutte le sue capacità e competenze.

Una sentenza che farà giurisprudenza e che creerà non poche difficoltà agli insegnanti nelle loro decisioni didattiche. Senza contare che questo potrà costituire un precedente per migliaia di genitori che decideranno di fare ricorso contro le bocciature dei loro figli in prima media, anche se questi dovessero riportare zero in tutte le materie. Tutti a seguire una mamma e un papà che hanno preteso che il loro figlio fosse promosso a tutti i costi, in barba a qualsiasi forma di educazione e di crescita personale.

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Questo episodio dimostra ancora una volta l'arbitrarietà di una magistratura che si intromette in faccende che dovrebbero essere delegate ad altri. Se un'autorità scolastica decide di bocciare un ragazzo non per antipatia o per pregiudizio, ma perché la sua pagella è piena zeppa di zeri, allora la sua decisione va rispettata perché mossa da motivi obiettivi. Ma qui ci troviamo davanti a una magistratura che si sostituisce ai maestri, a dei genitori incapaci di accettare una realtà che coinvolge tanti altri ragazzi. In questo modo c'è il rischio di una raffica di ricorsi e di una pletora di insegnanti costretti a promuovere gli alunni in seconda media anche se questi avranno trascorso l'anno scolastico seduti sulle poltrone a giocare alla PlayStation.

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