Reggio Emilia, 48 leghisti indagati per appropriazione indebita

L’accusa per le 48 persone coinvolte è di appropriazione indebita aggravata, per rimborsi facili per un totale di 250 mila euro. Il Carroccio ribadisce che non c'è nessuna irregolarità e spera che la vicenda sia chiusa al più presto

Reggio Emilia, 48 leghisti indagati per appropriazione indebita

La procura di Reggio Emilia ha emanato quarantotto ordinanze per altrettanti leghisti con l’accusa di appropriazione indebita aggravata. La Procura ha analizzato la situazione con la collaborazione della Guardia di Finanza, che ha rilevato una lunga serie di spese rimborsate a dirigenti e appartenenti al partito che riguardano il periodo tra il 2009 e il 2012. A pubblicare la notizia è la `Gazzetta di Reggio´, che dice anche a quanto ammonta il totale dei rimborsi, cioè a ben  250.000 euro.

Le indagini sono scattate in seguito ad una denuncia nel 2012 fatta da Mauro Lusetti, anche lui espulso poi dalla Lega e indagato sulla vicenda. Coinvolto nelle indagini condotte dal pm Stefania Pigozzi anche Angelo Alessandri, ex segretario della Lega Nord Emilia,

Le cifre importanti riguardano rimborsi spese nei confronti di alcuni politici locali ben noti all’interno della Lega, e in molti casi mancano addirittura le giustificazioni, in altri casi si sarebbe trattato di situazioni considerate diverse dagli investigatori rispetto a quello che era scritto nei documenti. La polizia provvederà ad interrogare alcuni degli indagati già nei prossimi giorni, per avere chiarimenti in merito.

Una nota della Lega Nord Emilia, che ha già avanzato un commento sulla notizia dei 48 leghisti indagati, ha affermato: “È una vicenda vecchia della quale eravamo perfettamente a conoscenza e sulla quale si sta già facendo la necessaria chiarezza. La Lega, infatti, ha verificato tutta la contabilità regionale sia attraverso gli organi locali che con il supporto della sede federale di Milano e non è stata trovata nessuna irregolarità”

La nota dice anche che, per quanto riguarda le pezze giustificative, che in molti casi non portano nè timbro nè intestazione di Lega Nord, erano senza alcun dubbio riconducibili ad azioni dei tesserati svolte nell’ambito delle attività di partito. A questo punto è chiaro anche che la Lega Nord non ha alcuna intenzione di costituirsi parte civile poiché non è stata fatto alcun danno. Anzi, la lega dà il massimo appoggio agli appartenenti al partito, tra cui vi  sono pensionati e studenti universitari, che hanno lavorato nell’ambito di attività politica per il movimento stesso. Infine, la Lega auspica che la vicenda sia chiusa al più presto.

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