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Reggio Emilia, 40enne punta la pistola alla testa del marito: voleva la password del cellulare

Accecata dalla gelosia, punta una pistola sulla testa del marito per ottenere la password del cellulare: denunciata per minaccia aggravata. Il marito ha finto un malore per chiamare aiuto.

Cronaca
Pubblicato il 13 novembre 2018, alle ore 13:05

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Reggio Emilia, 40enne punta la pistola alla testa del marito: voleva la password del cellulare

Accade a Correggio la vicenda che sarebbe potuta finire in una tragedia. Una 40enne, accecata dalla gelosia, ha usato la sua pistola regolarmente denunciata per minacciare il marito, ed avere così quella password del cellulare che da tempo voleva ottenere. Nell’ultimo periodo, la relazione tra i due non procedeva nei modi migliori, a causa della convinzione della donna che il suo compagno avesse un’amante.

Per chiamare il 112, che è riuscito poi a far calmare la moglie, l’uomo ha finto un malore. Recatosi in bagno, ha chiamato i carabinieri di Correggio, che sono giunti rapidamente sul posto, e hanno così portato via la 40enne.

Da quanto è stato raccontato dallo stesso marito al termine della vicenda, la moglie era convinta che esistesse un’amante. I segnali che l’hanno portata ad avere questo pensiero sono stati i commenti che l’uomo lasciava tramite il suo profilo Facebook sotto alcune foto di una donna, e numerose password con cui aveva bloccato il suo cellulare.

I messaggi che fanno impazzire la moglie

Ciò che ha fatto scattare la moglie, sono stati alcuni messaggi scoperti proprio sullo smartphone incriminato. Nonostante la password e l’impronta digitale utilizzati per bloccare il cellulare, la donna è riuscita a vedere l’anteprima di alcuni messaggi arrivati al marito. Tra gli avvisi comprarsi nella schermata di blocco, c’era anche un messaggio inviato proprio dalla stessa donna adulata sul social Facebook.

La donna ha così deciso di mettere fine a quella storia una volta per tutte e, visto che il marito non aveva intenzione di confessare, ha così afferrato la pistola custodita in cassaforte, minacciandolo di utilizzarla se non avesse sbloccato lo smartphone. Da qui l’uomo, fingendo un malore, è riuscito a chiamare i soccorsi che hanno condotto la donna in caserma, dove successivamente è stata denunciata per minaccia aggravata, e segnalata in stato di libertà.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Una storia che sarebbe davvero potuta finire in tragedia. Ciò che dovrebbe far riflettere è come si trovano molte persone che "difendono" la donna: aveva ragione, è ovvio che lui avesse un'amante, etc. Tuttavia, se la vicenda si fosse svolta a parti invertite, ed a minacciare con una pistola tra le mani fosse stato un uomo, che cosa avreste pensato? Essere femministe e volere l'uguaglianza parte anche da queste cose. Ciò che la 40enne ha fatto è stato sbagliato e pericoloso, e deve pagare.

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