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Bari

Razzismo a Bari, bambino aggredito con la schiuma spray: "Ora ti facciamo diventare bianco"

Episodi di razzismo in provincia di Bari, dove un bambino è stato aggredito con una bomboletta di schiuma spray bianca. "Sei nero, ora ti facciamo noi diventare bianco".

Cronaca
Pubblicato il 15 ottobre 2018, alle ore 10:53

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Razzismo a Bari, bambino aggredito con la schiuma spray: "Ora ti facciamo diventare bianco"

Continuano ad arrivare denunce di episodi razzisti, e quest’ultimo giunge da una città in provincia di Bari. La vittima che è stata aggredita da un gruppo di ragazzini, non è altro che un bambino di appena 8 anni, purtroppo già abituato a questo tipo di atteggiamenti nei suoi confronti. Il bambino è figlio di una donna italiana ed un uomo ivoriano, e nel fine settimana scorso è stato aggredito da un gruppo di conoscenti, anch’essi giovanissimi, con una bomboletta spray.

La mamma del bambino denuncia il fatto a gran voce, raccontando quello che il figlio ha dovuto subire e anche una vecchia aggressione accaduta tra le mura scolastiche. Il piccolo non ha fortunatamente subito danni fisici, ma così come racconta la donna, ci sono volute delle ore perchè si calmasse dopo che ha raggiunto da solo lo studio professionale dove lavora la madre.

L’aggressione

Il bambino di appena 8 anni, si stava recando dalla madre dopo aver finito scuola, e ha notato un gruppo di ragazzi che stavano sporcando le macchine parcheggiate con una bomboletta spray. Con coraggio, ha iniziato a chieder loro di smetterla di spruzzare la schiuma sui veicoli, ma questo ha solo generato la rabbia dei ragazzi, che hanno così cambiato bersaglio.

Sei nero, ora ti facciamo noi diventare bianco!” Questa una delle frasi che gli aggressori avrebbero detto al bambino prima di spruzzargli la schiuma bianca su tutto il corpo. “Bianco stai molto meglio!” Avrebbero continuato proprio come racconta il piccolo alla madre qualche attimo dopo, quando riesce a raggiungere lo studio professionale della donna in completo stato di choc.

Altri episodi a scuola

La madre non racconta solo questo triste episodio, ma riporta alla luce anche un fatto accaduto tra le mura scolastiche, prima che lei ed il padre del piccolo fossero obbligati a cambiare scuola elementare per i continui insulti razzisti rivolti al bambino. 

Il figlio, così come racconta la donna, ha capelli molto ricci, e a scuola i compagni gli tagliavano delle piccole ciocche facendolo ritornare a casa con delle chiazze in testa. Il bambino ha sempre preso questa cosa come un gioco, ma quando la mamma ha visto che la situazione iniziava a degenerare, ha parlato con la maestra perchè potesse fare qualcosa. Da parte dell’insegnante è arrivata una risposta inaspettata: “Non importa, i capelli ricrescono“.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Sono sempre più basita da quanto accade. Da questa storia si possono notare due cose davvero preoccupanti. Una di queste è ovviamente l'insegnante che non si preoccupa dell'incolumità fisica e psicologica dei suoi alunna, e la seconda è la mancanza di insegnamento dei genitori verso questo gruppo di ragazzi, che non solo insultano e aggrediscono un bambino, ma si ritrovano in giro a sporcare macchine. Il cambiamento inizia sempre dall'educazione dei genitori verso i propri figli.

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