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Rapimento del piccolo Eitan: gli interessi economici in gioco

Come qualcuno sospettava, dietro la vicenda del rapimento di Eitan ci sarebbe una poco nobile questione di soldi, quelli dell'eredità dei bisnonni periti nell'incidente, oltre ai risarcimenti delle assicurazioni e ai fondi raccolti per beneficenza.

Cronaca
Pubblicato il 17 settembre 2021, alle ore 10:05

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Rapimento del piccolo Eitan: gli interessi economici in gioco

La vicenda del rapimento del piccolo Eitan, il bambino di sei anni unico superstite della tragedia del Mottarone dello scorso 23 maggio, sta prendendo una piega inattesa e fa venire alla luce interessi ben poco nobili. Il motivo principale del contenzioso che divide le due famiglie che si contendono il piccolo, quella dei parenti paterni da quella dei parenti materni, andrebbe ricercata negli interessi economici sottesi alla vicenda.

Nello specifico, l’eredità dei bisnonni Itshak (detto Izzy) e Barbara Cohen, morti insieme al padre Amit Biran, alla madre Tal Peleg e al fratello Tom nell’incidente della funivia Stresa-Mottarone. Ma anche i risarcimenti che dovranno arrivare al bambino da parte delle assicurazioni quando saranno definite le responsabilità dell’incidente, risarcimenti che potrebbero ammontare anche a qualche milione di euro, nonché i soldi raccolti nelle iniziative di beneficenza a favore del piccoli Eitan.

Il prossimo 29 settembre è fissata l’udienza presso il Tribunale di Tel Aviv richiesta dalla zia paterna Aya Biran, che in quanto tutrice del minore, pretende la immediata restituzione di Eitan. Contemporaneamente i legali di Aya chiedono anche l’avvio della procedura per sottrazione internazionale di minori prevista dalla Convenzione dell’Aja.

La decisione definitiva sul ritorno del bambino in Italia potrebbe arrivare o dai giudici israeliani nel giro di qualche settimana, oppure da un accordo tra i due Paesi che potrebbero formalizzare, qualora ci fosse, un’intesa tra le due famiglie contendenti.

È stato proprio il marito di Aya, Or Nirko, a parlare dell’eredità del bisnonno: «Non sappiamo per certo se dietro al sequestro ci siano interessi economici» ha detto . «Io presumo che loro (la famiglia Peleg, ndr) non abbiano ancora fatto l’atto per l’eredità del bisnonno, una persona molto ricca, anche lui vittima della tragedia del Mottarone. Può essere che l’erede principale fosse la mamma di Eitan e, di conseguenza, anche Eitan fosse il prossimo in linea di successione di un grande patrimonio».

La conclusione è che il nonno materno Shmuel Peleg potrebbe aver prelevato Eitan a Pavia per portarlo in Israele a bordo di un jet privato per un movente legato anche ai soldi.

Il sospetto che dietro ci siano interessi economici è stato sollevato il 19 agosto scorso anche da Esther “Etty” Cohen, la nonna materna indagata insieme all’ex marito per sequestro di persona aggravato, che nel corso di un’intervista ebbe ad affermare: «La storia di Eitan ha toccato il cuore di tante organizzazioni e associazioni benefiche in Italia, tra cui la comunità ebraica e persino il Giro d’Italia. Finora sono stati raccolti centinaia di migliaia di euro, senza contare i risarcimenti delle compagnie assicurative. Quindi forse il denaro ha un ruolo qui».

Inoltre c’è la questione dei risarcimenti assicurativi che presumibilmente daranno il via a una serie di contenziosi legali in parallelo con il processo penale che dovrà stabilire le responsabilità, anche se per ora pare che da parte delle due famiglie non siano state inoltrate richieste di risarcimento.

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Cosa ne pensa l’autore
Lucio Cattaneo

Lucio Cattaneo - Se fosse confermato ciò che sta venendo alla luce, e cioè che dietro i nobili motivi addotti a giustificazione del rapimento del piccolo Eitan da parte del nonno paterno ci sarebbero molto meno nobili appetiti venali e che questo sarebbe il motivo del contenzioso tra le due famiglie, ci sarebbe solo da augurarsi per il bene del bambino che la sua tutela non venga affidata alle persone sbagliate.

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