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Bologna

Ragazza cerca casa, ma non gliela affittano: "Non sei italiana"

Una donna di Napoli di origine magrebina ha subito l'ennesimo episodio di discriminazione e razzismo in quanto l'affittacamere non ha voluto darle una stanza dal momento che non è italiana. Il suo racconto sul suo profilo di Facebook.

Cronaca
Pubblicato il 11 agosto 2020, alle ore 14:00

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Ragazza cerca casa, ma non gliela affittano: "Non sei italiana"

L’ennesimo episodio di discriminazione e razzismo giunge in Italia e protagonista è una giovane infermiera di origine magrebina che non ha potuto avere una stanza in affitto proprio perché appartenente a una etnia completamente diversa da quella italiana. A raccontare il fatto è stata proprio la giovane infermiera sul suo profilo di Facebook. Ecco cosa è successo e come si sono svolti i fatti direttamente dalle sue parole. 

Fatiha Sakhri, il nome dell’infermiera che lavora a Napoli, ma ha origine magrebina, nel suo profilo Facebook, con gli hastag #NOalladiscriminazione #NOalrazzismo #NOalpregiudizio, ha raccontato la sua vicenda e l’episodio di razzismo di cui è stata vittima. La giovane ha raccontato di un affittacamere della provincia di Imola che non le ha dato una stanza, nonostante avessero già trovato un accordo al telefono. 

La giovane infermiera stava cercando una stanza a Imola per i genitori e anche per se stessa, proprio per fare visita al fratello, ricoverato nel nosocomio della cittadina in seguito a un incidente in modo da supportarlo e stargli maggiormente vicino. La ragazza aveva prenotato la stanza telefonicamente, ma il problema si è presentato nei giorni a seguire. 

Giunta all’appartamento insieme ai genitori, l‘affittacamere ha deciso di negarle la stanza. Appena arrivata all’appartamento, racconta su un post di Facebook la sua storia: “Una signora insieme al marito ci guardano insospettiti, sono i proprietari. Parlano a bassa voce, si guardano… silenzio, mi avvicino, mi presento: salve sono Sakhri, ci siamo sentiti per la camera”.  A quel punto, la proprietaria le dice: “Non sei italiana, niente casa”, in quanto per telefono non ha specificato la sua reale provenienza. 

L’infermiera, ovviamente, si mostra dispiaciuta consapevole del fatto che “queste cose non devono succedere”. La donna, insieme alla famiglia, è poi riuscita a trovare un’altra stanza, sempre a Imola, grazie a un affittacamere che “ci ha dato massima disponibilità , affitto immediato con mole elevata di gentilezza e generosità”.

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Cosa ne pensa l’autore
Simona Bernini

Simona Bernini - Trovo vergognoso che, nel 2020, bisogna ancora assistere a episodi del genere in cui una giovane, per stare accanto al fratello, non può avere una stanza in quanto non italiana. Un altro episodio di razzismo che lascia sgomenti e basiti. Fortunatamente, la donna e la sua famiglia hanno trovato un affittacamere di ampie vedute che ha saputo andare oltre e capire l'esigenza della giovane.

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