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Racconta se stessa alle figlie in un diario. Muore a 44 anni per un male incurabile

Un tumore al pancreas ha stroncato al vita, di Alessia Lovato, ingegnere 44enne. Nell'ultimo mese ha tenuto, per le figlie di 4 e 9 anni, un diario per raccontare com'era la loro mamma e come la vita vada affrontata con coraggio.

Cronaca
Pubblicato il 4 maggio 2019, alle ore 09:03

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Racconta se stessa alle figlie in un diario. Muore a 44 anni per un male incurabile

Il vuoto che lascia una mamma quando viene a mancare è incolmabile. Il ricordo dei suoi gesti e del suo sorriso non basta mai. Così Alessia Lovato, ingegnere 44enne, sentendo venir meno la sua vita, ha pensato di scrivere un diario per le sue due figlie.

Alessia combatteva contro un male incurabile da più di sei mesi, un tumore al pancreas che non le avrebbe lasciato via di scampo. In un diario riferisce alle figlie che la vita va affrontata con coraggio.

I funerali sono stati celebrati il 2 maggio scorso a San Zeno (TV) dove risiedeva con la sua famiglia. I colleghi di Alessia hanno manifestato un grande sconforto per la sua perdita.

Il diario per le figlie

La malattia di Alessia è stata scoperta ad ottobre 2018, nell’ultimo mese si era aggravata. Proprio in questo ultimo periodo la giovane mamma ha deciso di lasciare alle due bambine un ricordo di sè, di come com’era la loro mamma, domanda che i bimbi fanno spesso ai grandi quando la mamma viene a mancare. Ma non solo, anche di come la vita vada affrontata con coraggio giorno dopo giorno.

Il marito di Alessia, Davide Bertuol, ha detto che conserverà il diario finché le due figlie non saranno abbastanza grandi. A dire che il dono che la mamma ha fatto loro è prezioso e va consegnato a tempo opportuno: “Lo darò quando loro quando inizieranno ad essere donne“, ha affermato il padre.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che l'idea di scrivere sia stata molto intelligente, lo afferma anche un noto proverbio: "Verba volant, scripta manent". Un diario scritto può essere sfogliato mille volte, mantenendo tutte le parole e lasciando spazio a chi lo ha scritto nella fantasia di chi lo legge. Tornano per qualche attimo il sorriso, i movimenti, il tono della voce a confortare chi è rimasto solo.

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