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Roma

Quarant’anni fa Alfredino Rampi cadde in quel pozzo maledetto

Ricorre l'anniversario della tragedia di Vermicino che tenne incollati sullo schermo 21 milioni di italiani. La prima cronaca in diretta televisiva, la storia di Alfredino Rampi, il bimbo di 6 anni finito in fondo al pozzo.

Cronaca
Pubblicato il 10 giugno 2021, alle ore 18:58

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Quarant’anni fa Alfredino Rampi cadde in quel pozzo maledetto

Quaranta anni fa, il 10 giugno 1981, Alfredino Rampi, un bimbo romano di soli sei anni, fu inghiottito da un pozzo a Vermicino, vicino Frascati, in provincia di Roma, tutti ricordano quel bambino con la canottiera a righe che ride felice, immagine rimasta impressa nei cuori delle persone che per tre giorni rimasero incollati a seguire la diretta televisiva, nel tentativo di salvataggio sprofondato a 60 metri di profondità.

Fun un vero e proprio calvario trasmesso dalla Rai giorno e notte e seguito con patimento dagli italiani. il brigadiere Giorgio Serranti sentì provenire dal fondo del pozzo, i lamenti del bambino, dopo che i genitori avevano denunciato la scomparsa e subitò scattò l’allarme con l’arrivo dell’assetto cinofilo e della polizia.

Venne rimossa la lamiera che il proprietario del pozzo aveva riposto, ma il bambino si trovava incastrato a 36 metri di profondità., tra pareti irregolari, profondo 80 metri. Venne calata una tavoletta di legno, per permettere al bambino di aggrapparsi, ma rimase incastrata, arrivono gli speleologi, ma non raggiunsero il piccolo.

L’edizione del Tg condotta da Piero Badaloni diventò una edizione straordinaria dedicata alla notizia, “che divenne l’evento degli eventi”, commentò il giornalista. I vigili scavarono con le trivelle un pozzo parallelo per raggiungere il bimbo ma senza successo. Anche il presidente Pertini si avvicinò al pozzo.

Quando i vigili si avvicinarono al bimbo, lo fecero scivolare giù a causa dell’uso della trivella. Si calarono altri speleologi, contorsionisti, personale inesperto, cercarono di afferrarlo con delle cinghie, ma senza successo, era incastrato, dopo tre giorni il bimbo, che era anche cardiopatico, smise di lottare

Furono i minatori della Solmine di Gavorrano a estrarre dal pozzo il corpicino di Alfredino Rampi un mese dopo e ora riposa nel cimitero romano del Verano. Il tragico evento portò alla nascita della Protezione Civile dato che si pensò che con una diversa organizzazione avrebbe potuto salvarsi. Sabato 12 giugno all’Auditorium della Conciliazione di Roma, un evento celebrarà il quarantennale dell’Associazione dedicata al piccolo Alfredino. 

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Cosa ne pensa l’autore
Martina Capit

Martina Capit - Non ero nata all'epoca dell'evento ma penso che non l'avrei potuto seguire, perchè sarebbe stato troppo straziante, immedesimarsi nel dolore della madre nel vedere il suo piccolo, intrappolato in quella cavità da solo al buio, senza via di scampo, con gli occhi addosso di milioni di curiosi che seguirono l'evento come un grande fratello virtuale.

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