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Pubblicata lista di gay in Uganda. Dura reazione degli Stati Uniti

Continua la repressione del governo dell'Uganda contro gli omosessuali. Pubblicata la lista di 200 gay in un importante quotidiano del luogo, resa nota dopo l'approvazione della legge anti-gay

Cronaca
Pubblicato il 26 febbraio 2014, alle ore 14:06

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Pubblicata lista di gay in Uganda. Dura reazione degli Stati Uniti

All’indomani dell’approvazione della legge anti gay, un giornale locale dell’Uganda pubblica una lista con 200 nomi di persone gay. Con la voce “Scoperti”, il giornale condanna i nomi appartenenti alla lista, confermando sentimenti di repulsione e di vergogna contro coloro che sostengono di appartenere al mondo degli omosessuali. La legge anti-gay approvata dal governo e sostenuta dal presidente Museveni si pone contro i gay, ripudiandoli dalla società e agendo anche fisicamente contro di loro. Numerosi sono stati i movimenti di attivisti gay che hanno sostenuto la non approvazione di questa legge, che pone altri paletti in una società già abbastanza discriminata come quella dell’Uganda.

Tra gli attivisti a sostenere i diritti degli omosessuali vi è stato anche Pepe Julian Onziema, che ha contribuito con la sua campagna a favore degli omosessuali a diffondere un messagio di apertura per il mondo dei gay, con il risultato che adesso anche il suo nome è nella lista nera, insieme a quello di tanti altri, tra cui anche un cantante di musica hip hop e un prete cattolico. Ma la vera paura di Pepe Julian Onzieme è la reazione del governo contro i gay, che teme si possa scagliare con violenza contro alcuni di loro, con atti di repressione e azioni di forza, a volte anche uccidendoli.

Dura la reazione dell’America, che fa sapere attraverso le dichiarazioni del segretario John Kerry che la legge anti-gay è una repressione dei diritti umani, calpestati ingiustamente. Inoltre, il segretario aggiunge che, in seguito proprio all’approvazione di questa legge ingiusta, l’America può anche decidere di sospendere gli aiuti che eroga verso l’Uganda. Anzi, continua il segretario americano, “sono sicuro che andremo a rivedere i trattati instaurati con l’Uganda, per ridimensionare i sostegni verso il paese”. Perché l’aiuto concesso dagli stati all’Uganda non riguarda solo quello economico, e viene effettuato nelle condizioni di un paese che ha il pieno rispetto dei diritti umani, che collabora per mantenere e garantire la pace e la solidarietà tra gli individui, senza alcuna distinzione. Ed è ben deciso a rivedere le concessioni fatte dall’America all’Uganda, che vanno ridimensionate in presenza di una legge che annulla la dignità umana.

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