Psicologa nella bufera per cinque post polemici sulla famiglia nel bosco: “Scelte poco imparziali”

La professionista, incaricata di valutare minori e genitori, finisce al centro delle polemiche per la sua posizione espressa pubblicamente sulla vicenda.

Psicologa nella bufera per cinque post polemici sulla famiglia nel bosco: “Scelte poco imparziali”

Una serie di messaggi pubblicati a fine novembre hanno acceso un acceso dibattito attorno a un procedimento seguito dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila. La vicenda riguarda Valentina Garrapetta, la psicologa assegnata per collaborare ed effettuare le valutazioni tecniche su quella che ormai tutti conoscono come la “famiglia nel bosco”, composta da tre bambini e i loro genitori, Catherine e Nathan. La madre e i tre figli al momento vivono in una struttura di accoglienza a Vasto.

I post, pubblicati tra il 23 e il 30 novembre, sono stati ritenuti problematici dai consulenti di parte, Martina Aiello e Tonino Cantelmi, rispettivamente psicologa e pschiatra. Secondo loro, alcune espressioni utilizzate sui social potrebbero compromettere l’immagine di neutralità richiesta a chi contribuisce, con le proprie valutazioni tecniche, a orientare le decisioni del giudice in un procedimento così delicato.

La questione ha richiamato l’attenzione anche di Alessandra de Febis, garante per l’infanzia dell’ Abruzzo, che ha annunciato verifiche per chiarire la situazione. Il punto centrale riguarda l’essere neutrali e oggettivi: in casi che incidono profondamente sulla vita dei minori, anche solo il dubbio di un orientamento pregresso può sollevare perplessità.

Oltre ai contenuti pubblicati online, i consulenti contestano pure l’impostazione delle perizie, ritenendo alcuni strumenti utilizzati non pienamente adeguati a valutare le competenze genitoriali. In particolare, vengono messi in discussione alcuni test grafici, considerati da parte della difesa poco aggiornati e caratterizzati da margini interpretativi ampi. Interpellata sulla vicenda, Garrapetta ha scelto di non commentare le critiche, dichiarando di preferire il silenzio pubblico per tutelare i bambini coinvolti.

Ogni eventuale chiarimento, ha fatto sapere, verrà fornito nelle sedi processuali. La vicenda riporta al centro un tema cruciale: nei procedimenti che riguardano i minori, la credibilità delle valutazioni tecniche si fonda non solo sulla competenza professionale, ma anche sulla percezione di equilibrio e terzietà.

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