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Proteste femministe in Spagna: “il corpo è mio e decido io!”

Ancora manifestazioni in Spagna contro la legge restrittiva che regola l'accesso legale all'aborto. Dopo le proteste e i cortei in piazza, Yolanda Domìnguez, attivista spagnola, racconta nel quotidiano El Paìs l'ultima originale iniziativa

Cronaca
Pubblicato il 11 febbraio 2014, alle ore 16:37

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Proteste femministe in Spagna: “il corpo è mio e decido io!”

L’artista e attivista Yolanda Domínguez è l’ideatrice dell’ultima iniziativa spagnola che si oppone alla proposta di legge per abolire l’accesso sicuro e legale all’aborto. Riguardo questo tema le donne spagnole hanno manifestato il proprio diritto a poter decidere per il loro corpo andando direttamente a dichiararlo nel registro delle proprietà.

Si sono presentate agli sportelli circa una quarantina di donne in sei città spagnole: Madrid, Pamplona , Barcelona, Siviglia, Pontevedra e Bilbao. Donne di tutte le età hanno partecipato alla protesta e dopo essersi messe in fila, si sono presentate agli sportelli per il registro delle proprietà con l’apposito modulo dichiarando che il corpo è una loro proprietà, non dello Stato nè di qualche istituzione religiosa, ma una cosa che appartiene alla singola donna ed è giusto che nessun’altro possa decidere per loro. Questo è ciò che ha dichiarato Yolanda Domìnguez in un articolo redatto dal quotidiano El Paìs, un periodico particolarmente seguito in Spagna.

E’ solo una delle molte manifestazioni che si sono tenute contro la riforma di Alberto Ruiz-Gallardón, ministro della Giustizia del governo Rajoy, che consente l’aborto solo nei casi di stupro o seri rischi di salute: pochi giorni fa, migliaia di donne arrivate da tutta la Spagna sono scese in piazza con in mano prezzemolo e finocchio: erbe utilizzate per le interruzioni di gravidanza nel Medioevo che provocava la maggior parte delle volte il decesso della donna. Con i loro slogan dal tono duro e irremovibile (“la donna decida, lo Stato garantisca” e “aborto libero”) chiedono il ritiro immediato della riforma che limita in modo troppo restrittivo l’aborto, dichiarando che non si fermeranno qui, anzi ci saranno nuove mobilitazioni, cortei e proteste ma non solo in tutta la Spagna anche in molte altre città europee come ad esempio a Londra nelle prossime settimane.

Il tema dell’aborto si sta espandendo a macchia d’olio trovando numerosi consensi da parte di  femministe e attiviste europee ma anche dissensi da parte di molte donne che lo reputano un crimine contro l’umanità, in quanto si tratta pur sempre di uccidere un’embrione, una futura vita umana.

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