Dopo le opportune valutazioni, il collegio di esperti istituito da Alessandro Moneti, il giudice che si occupa del caso di Eleonora Guidi, ha ritenuto Lorenzo Innocenti non idoneo a sostenere il processo per il decesso della sua fidanzata Eleonora Guidi, a cui ha tolto la vita con 27 coltellate l’8 febbraio del 2025.
Pare che, a causa del suo stato psicofisico, l’architetto fiorentino non possa essere sottoposto a nessuna misura giudiziaria in questo momento. Secondo la perizia dei dottori Antonella Notarelli, Beatrice Defraia e Rolando Paterniti. Innocenti, 38 anni, non rappresenta neppure una minaccia sociale immediata. Attualmente si trova nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Ponte a Niccheri, dove è seguito con attenzione.
L’avvocato Patrizio Fioravanti continua a rappresentarlo in tutte le fasi legali.La decisione ha lasciato profondamente deluse le famiglie coinvolte, che confidano nei loro legali, Jacopo Piccioli e Mario Taddeucci Sassolini per approfondire le conclusioni dei consulenti del tribunale nell’udienza programmata per la fine del mese. Tuttavia, i medici evidenziano che i deficit cognitivi e comportamentali di Innocenti derivano da un grave trauma cranico subito, che limita la sua capacità di comprendere e partecipare attivamente al processo.
Fra 1 anno verrà effettuata la rivalutazione sullo stato dell’uomo, poiché potrebbe trattarsi di uno stato temporaneo, che potrebbe regredire grazie a un percorso riabilitativo intensivo, da svolgersi in una struttura ad hoc, anche al di fuori dalla propria regione di appartenenza.I periti hanno sottolineato che non è possibile determinare con certezza se Innocenti fosse pienamente consapevole delle proprie azioni al momento dei fatti contestati, aprendo la possibilità a ulteriori ricostruzioni qualora emergessero nuovi elementi durante la riabilitazione.
Negli ultimi mesi è stato monitorato il comportamento dell’uomo, che ha rivelato di essere innocuo a livello sociale.Rimane irrisolto il motivo scatenante che ha portato all’episodio che ha sconvolto la coppia. Nonostante le indagini durate oltre un anno, molte domande restano aperte, lasciando una ferita profonda in chi conosceva la famiglia.