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Prima messa di Natale per Papa Francesco

Oggi Papa Francesco ha celebrato la prima messa di Natale del suo pontificato. Pace è la parola chiave.

Cronaca
Pubblicato il 25 dicembre 2013, alle ore 16:20

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Prima messa di Natale per Papa Francesco

Papa Francesco ha celebrato oggi la prima messa di Natale del suo pontificato.

Nel messaggio dell’Urbi et Orbi, il pontefice ha denunciato la violenza che ancora affligge molte parti del mondo. Il conflitto in Siria primo tra tutti: “Continuiamo a pregare il Signore perché risparmi all’amato popolo siriano nuove sofferenze e le parti in conflitto mettano fine ad ogni violenza e garantiscano l’accesso agli aiuti umanitari. Abbiamo visto quanto è potente la preghiera! E sono contento che oggi si uniscano a questa nostra implorazione per la pace in Siria anche credenti di diverse confessioni religiose. Non perdiamo mai il coraggio della preghiera! Il coraggio di dire: Signore, dona la tua pace alla Siria e al mondo intero”.

Il pensiero, in questo giorno, va anche alle popolazioni africane: “Dona pace alla Repubblica Centroafricana, spesso dimenticata dagli uomini. Ma tu, Signore, non dimentichi nessuno! E vuoi portare pace anche in quella terra, dilaniata da una spirale di violenza e di miseria, dove tante persone sono senza casa, acqua e cibo, senza il minimo per vivere. Favorisci la concordia nel Sud Sudan, dove le tensioni attuali hanno già provocato diverse vittime e minacciano la pacifica convivenza di quel giovane Stato. Guarda alla Nigeria, lacerata da continui attacchi che non risparmiano gli innocenti e gli indifesi”. Il pontefice ha pronunciato parole di speranza anche nei confronti delle situazioni delicate che vengono vissute  nel Corno d’Africa e l’est della Repubblica Democratica del Congo.

Papa Francesco non ha tralasciato di citare il conflitto tra israeliani e palestinesi, e ha ricordato le vittime degli attentati in Iraq.

Ha poi aggiunto: “Fa’ che i migranti in cerca di una vita dignitosa trovino accoglienza e aiuto. Tragedie come quelle a cui abbiamo assistito quest’anno, con i numerosi morti a Lampedusa, non accadano mai più!”.

L’invito alla pace è rivolto anche ai non credenti, che si uniscano “a desiderare la pace, con il proprio desiderio, quel desiderio che allarga il cuore, tutti uniti, o con la preghiera o con il desiderio, per la pace”.

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