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Presidente Provincia Milano: i gay e Riina non devono adottare bambini

Guido Podestà usa toni forti contro le adozioni da parte di coppie gay. Durissime le sue parole ed i toni usati. Comunità gay si scaglia contro il Presidente della Provincia di Milano.

Cronaca
Pubblicato il 1 aprile 2014, alle ore 13:10

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Presidente Provincia Milano: i gay e Riina non devono adottare bambini

Negli anni i gay hanno lottato con forza per cercare di ottenere diritti pari a quelli degli eterosessuali come, ad esempio, il matrimonio o l’adozione. Sebbene qualche passo avanti sia stato fatto in merito ai matrimoni, ultima conquista il riconoscimento dei matrimoni gay in Inghilterra, per quanto riguarda, invece, le adozioni gli ostacoli sono ancora maggiori. Sono ancora tanti infatti gli oppositori, che difendono un modello di famiglia più classica e tradizionale.

Uno di questo è sicuramente il Presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, che, durante un’intervista alla trasmissione in streaming su You Tube di Klaus Davì, ha rilasciato delle dichiarazioni molto forti con toni parecchio pesanti circa le adozioni gay.

Guido Podestà, ex berlusconiano e adesso tra le fila del nuovo partito NCD di Angelino Alfano, si dichiara un grande difensore della famiglia tradizionale e dei suoi valori “Sono liberale e credo che il matrimonio sia un legame tra donna e uomo e che la famiglia sia una congiunzione tra un uomo e una donna che se sono fortunati avranno la gioia di avere dei figli”. Ancora più severa la risposta di Podestà in merito alle adozioni gay “Non esiste proprio – esordisce netto il presidente – Perché io credo che un bambino debba avere in partenza i due riferimenti, che sono diversi e complementari”.

Secondo il Presidente della Provincia di Milano, infatti, un bambino cresciuto da due uomini o da due donne avrebbe problemi nello sviluppo e nell’inserimento nella società. Incalzato dal giornalista che gli chiede di scegliere tra una coppia gay ed un delinquente come Totò Riina a cui affidare un bambino risponde “Me lo predo io. Ho già quattro figli, sarei felice di prenderne un quinto”.

Il presidente della Provincia di Milano, quindi, usa dei toni molto forti e severi nei confronti della comunità gay. In queste ore, le sue dichiarazioni stanno creando molte polemiche non soltanto tra le fila della comunità gay, ma anche nei tanti sostenitori dei loro diritti rispetto alle coppie eterosessuali in tutti i campi.

Nelle prossime ore potrebbero arrivare dichiarazioni di risposta da parte delle associazioni a tutela dei diritti della comunità gay. Non resta che aspettare.

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