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Prato: detenuto per furto violentato e torturato dai compagni di cella

Un giovane detenuto denuncia di essere stato picchiato, torturato e violentato dai compagni di cella nei sette giorni di permanenza in carcere, prima di uscire per l'affidamento in prova. L'uomo è un tossicodipendente condannato per un furto ad un parente.

Cronaca
Pubblicato il 23 novembre 2021, alle ore 18:41

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Prato: detenuto per furto violentato e torturato dai compagni di cella

Un giovane detenuto arrestato per furto ha denunciato di essere stato torturato e violentato dai suoi compagni di cella. La storia arriva da Prato, dove gli episodi di violenza sarebbero avvenuti lo scorso anno nel corso del brevissimo periodo di detenzione dell’uomo presso il Carcere la Dogaia.

Il protagonista della vicenda è un tossicodipendente di origine italiana, finito dietro le sbarre ad inizio del 2020 per un furto commesso ai danni di un suo parente. L’uomo era stato originariamente condannato in via definitiva ad un anno e quattro mesi, ma ha potuto richiedere l’affidamento in prova come pena sostitutiva. A causa però di una aggravante, prima di poter usufruire dell’affidamento ha dovuto trascorrere una settimana in carcere.

È proprio nel corso di questo brevissimo periodo che il giovane è stato bersaglio delle violente attenzioni dei compagni di cella, due uomini italiani che hanno preso di mira la vittima, il cui nome non è stato divulgato ai media. Il giovane è stato torturato psicologicamente, con derisioni, offese e atti di bullismo, fisicamente, con pestaggi, bastonate e pentole di acqua bollente buttate in testa, e sessualmente dai suoi aguzzini.

Dopo cinque giorni il giovane ha trovato la forza di denunciare quanto stava accadendo all’ispettore del Carcere la Dogaia, che ha informato Olivia Nati, l’avvocato difensore dell’uomo, che è riuscita a farlo uscire subito dalla prigione. I due detenuti accusati sono invece stati trasferiti in un altro carcere.

Il pm Valentina Cosci  ha adesso chiesto l’incidente probatorio, mentre un fascicolo è stato aperto dalla Procura che ipotizza i reati di tortura e violenza sessuale di gruppo nei confronti dei compagni di cella della vittima. Negli scorsi giorni presso il Tribunale di Prato ha avuto luogo l’incidente probatorio nel corso del quale il giovane ha ricostruito i giorni trascorsi in cella con i suoi aguzzini.

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Cosa ne pensa l’autore
Anna Santini

Anna Santini - Me li immagino questi due criminali, hanno visto un compagno di cella giovane e indebolito dalla dipendenza da droga ed hanno pensato che sarebbe stato un bersaglio facile. Ovunque siano stati trasferiti, spero che questi maledetti siano in isolamento totale senza il minimo contatto umano nel corso delle loro giornate.

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