Prato: botte, spinte e sputi ai nonni novantenni, allontanato nipote 25enne

Un 25enne di Prato è stato raggiunto dalla misura dell'allontanamento da casa, dopo avere per anni preso a botte, spinte e sputi i nonni novantenni che lo avevano accolto nella loro abitazione dopo la morte della madre.

Prato: botte, spinte e sputi ai nonni novantenni, allontanato nipote 25enne

Quando il loro unico nipote era rimasto orfano della mamma, i due anziani nonni paterni non avevano esitato ad accoglierlo in casa con loro per prendersi cura di lui. Il giovane però li ha ripagati con botte e maltrattamenti, rendendo per anni la vita dei nonni un vero e proprio inferno senza fine.

È quando successo a Prato dove un 25enne abusava dei nonni novantenni dal 2017, con una escalation che vedeva la situazione peggiorare di giorno in giorno. Un incubo che è finito questa settimana, quando il 13 ottobre la sezione PG della polizia municipale di Prato ha notificato al nipote la misura cautelare dell’allontanamento da casa e del divieto di avvicinamento alle parti offese.

Il motivo per cui ci è voluto così tanto ad intervenire è da ricercare nella volontà dei nonni di proteggere il nipote, nonostante le sue violenze. Ogni volta infatti che il 25enne inferiva contro di loro, inizialmente lanciando oggetti e danneggiando mobili, porte e vetri, e poi anche con violenze fisiche nei loro confronti come minacce, spinte e botte, i due anziani chiamavano le forze dell’ordine per riportare la pace, ma non presentavano querela.

La situazione è diventata alla fine insostenibile qualche giorno fa, quando la nonna ha accusato un malore davanti all’ultimo attacco di insulti, colpi e sputi da parte del 25enne, ed è finita all’ospedale dove si è confinta a sporgere denuncia. Anche il giovane si deve essere reso conto di aver superato ogni limite, lasciando infatti l’abitazione recandosi in una sistemazione di fortuna ancora prima dell’allontanamento. Adesso è arrivata la formalizzazione della misura, emessa dal Gip Francesca Scarlatti seguito richiesta da parte del Sostituto Procuratore Laura Canovai.

Il divieto di avvicinamento è una misura cautelare efficace anche perché se non viene rispettata scatta subito l’arresto“, spiegano dalla polizia. Non è chiaro cosa scatenasse le ire del giovane, anche se sembra appurato che non sembri essere coinvolta alcuna dipendenza da sostanze stupefacenti. Il 25enne, disoccupato al momento, aveva molto sofferto del divorzio dei genitori quando era in tenera età, e poi per la scomparsa della madre, arrivando ad isolarsi sempre di più nella sua stanza.

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