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Pordenone: coppia gay ottiene contributo per la casa

Ha vinto il ricorso la coppia gay che aveva chiesto il contributo per la casa a Pordenone. Rifiutata la loro domanda ai tempi hanno presentato ricorso. Per la coppia è un atto di grande civiltà.

Cronaca
Pubblicato il 27 marzo 2014, alle ore 21:26

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Pordenone: coppia gay ottiene contributo per la casa

Alla fine la loro determinazioni li ha ripagati e ce l’hanno fatta. Una coppia di omosessuali, che mantengono celate le proprie identità per la privacy, hanno vinto il ricorso che avevano fatto contro la Regione Friuli Venezia Giulia perché gli era stata negata la possibilità di ottenere il contributo per la prima casa.

Nel 2012, infatti, Mediocredito aveva respinto la domanda della coppia del contributo regionale prima casa nonostante il regolamento preveda che possono accedere all’agevolazione tutti i “cittadini in forma singola, coppie coniugate o coppie conviventi more uxorio”. Per Mediocredito, però, la coppia non aveva la condizione di more uxorio e pertanto ha bocciato la loro pratica.

Se, invece, la coppia friulana si fosse presentata da Mediocredito chiedendo l’agevolazione come “cittadini in forma singola” avrebbero ottenuto il contributo senza alcun problema. Proprio questo ha fatto infuriare la coppia che ha accusato Mediocredito di omofobia istituzionale e si è rivolta all’associazione Arcigay Friuli per denunciare l’accaduto. La loro pratica è stata gestita da allora dall’avvocato Furlan che nel 2013 ha presentato il ricorso al Tar contro la Regione Friuli Venezia Giulia. In queste ore è arrivato il responso: la Regione ha dato il via libera alla concessione dell’agevolazione alla coppia di omosessuali.

La vicenda ha fatto talmente tanto clamore che l’assessore Santoro nel dicembre del 2013 ha modificato l’intera legge regionale sull’edilizia agevolata dando i medesimi diritti delle coppie eterosessuali sposate alle coppie omosessuali conviventi.

Il fatto che la Regione Friuli Venezia Giulia abbia concesso l’agevolazione alla coppia, modificando persino la legge in merito, corrisponde ad un’ammissione di colpa nella vicenda e costituisce, di contro, un grande successo per tutta la comunità gay, non soltanto per la coppia di pordenonesi.

I due ragazzi, di contro, si dicono felicissimi e pienamente soddisfatti per la decisione della Regione che ritengono abbia mostrato un atteggiamento di grande civiltà e rispetto. «Siamo felici di questo risultato che per la prima volta ci fa sentire cittadini non discriminati per la propria affettività. Il fatto che la Regione sia voluta intervenire assumendosi le proprie responsabilità senza delegare la decisione ad un giudice, è un gesto di civiltà che apprezziamo. Sapere che la nostra battaglia apre la strada ai diritti di altre coppie omosessuali, ci rende senz’altro orgogliosi».

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