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Napoli

Pompei, rubano dei reperti, ma li riconsegnano perché portano iella

Rubano dei reperti in visita a Pompei, ma a distanza di tempo decidono di riconsegnarli, poiché considerati causa di iella e maledizione. Ecco come sono andati i fatti qui narrati e le scuse dei ladri.

Cronaca
Pubblicato il 11 ottobre 2020, alle ore 11:34

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Pompei, rubano dei reperti, ma li riconsegnano perché portano iella

Sono diversi i furti che si commettono ogni giorno, ma in alcuni casi gli oggetti possono essere riconsegnati al legittimo proprietario con un biglietto che li accompagna in quanto possono essere portatori di iella. È quanto successo a Pompei, culla di civiltà e arte importante, dove il titolare di una agenzia di viaggio della città, si è visto recapitare sul luogo di lavoro un pacco contenente dei reperti. Ecco la storia e cos’è successo.

Il pacco che è stato consegnato al titolare dell’agenzia di viaggio conteneva dei reperti che sono stati rubati a Pompei nel lontano 2005. Il pacco arrivava direttamente dal Canada con un biglietto anonimo accompagnato dalla seguente dicitura: “portano sfiga, riprendeteveli”. A quel punto, lo stesso titolare, inevitabilmente esterrefatto da questo pacco, ha deciso di consegnarli ai carabinieri del posto fisso del parco archeologico.

Il pacco, oltre ai reperti, conteneva anche due lettere, entrambe anonime e scritte in lingua inglese. I reperti, consistenti in due tessere di mosaico, un pezzo di ceramica e due pezzi di anfora, sono stati rubati nel 2005 proprio durante una visita fatta agli scavi, ma sono stati riconsegnati in quanto hanno causato eventi nefasti ai ladri.

Per questa ragione, hanno deciso di rispedirli proprio perché portano iella. Nella lettera, la mittente scrive di averli presi nel 2005 in quanto voleva portare con sé un pezzo di storia. Peccato che, dal momento del furto, abbia vissuto alcuni fatti negativi, come molte persone che sono morte in modo orribile. Insomma, secondo la mittente della missiva, “io ho preso tasselli legati a quella terra di distruzione. È da allora che la sfortuna ha giocato con me e la mia famiglia”.

La donna, nella lettera, racconta che, da quando ha rubato i reperti, la sua famiglia è stata funestata da una serie di problemi, non solo finanziari, ma anche di salute. Per questi motivi, ha deciso di restituirli proprio per non mettere a repentaglio la sua vita e quella dei suoi bambini. Nel pacco, si trova anche un’altra lettera di una coppia canadese che ha rubato delle pietre preziose e ha deciso di restituirle, in quanto portatrici di maledizione.

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Cosa ne pensa l’autore
Simona Bernini

Simona Bernini - Sinceramente non so cosa pensare perché un po' mi viene da sorridere pensando che questi reperti che hanno rubato possano essere motivo di iella e maledizione che incombe sulla famiglia. Dall'altro lato, non credo che reperti così importanti possano essere un segnale di sfortuna. Speriamo che la lezione sia servita e che la prossima volta evitino di rubare oggetti d'arte così preziosi e importanti.

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