Pizzo sui ticket alla metropolitana di Roma

Una situazione ormai insostenibile quella del racket dell'accattonaggio molesto nelle stazioni della metropolitana di Roma. Utenti e turisti vessati dal pizzo sul ticket e Forze dell'Ordine impotenti e sbeffeggiate.

Pizzo sui ticket alla metropolitana di Roma

Donne di etnia rom che presidiano le macchinette automatiche e si offrono di fare il ticket metro a turisti sorpresi, anziani inermi, giovani. Ma quando prendono i soldi ne approfittano per trattenere gli spiccioli o chiedono soldi per il servizio. E’ questo il pizzo richiesto agli utenti della metropolitana di Roma soprattutto presso la stazione di Termini ma anche della Garbatella e Trastevere. Spesso gli accattoni usano modi bruschi ed impauriscono gli utenti che per evitare ritorsioni o per la fretta non hanno modo di opporsi. Anche l’escamotage di offrirsi di portare i bagagli ai turisti è un modo per chiedere alte cifre o per ricattare i malcapitati. Giusto ieri due australiani sono stati portati in un binario secondario e minacciati di non aver più il bagaglio se non avessero versato una determinata somma

Le forze dell’Ordine ed il servizio di vigilanza si trovano impotenti di fronte a questo dilagante fenomeno di accattonaggio molesto e molte volte sono anch’essi minacciati e sbeffeggiati. Il caso più grave due settimane fa quando il coordinatore del servizio di security è stato portato al pronto soccorso per frattura al naso dopo aver cercato di intervenire. A poco niente servono le innumerevoli denunce fatte, circa 60-70 ogni giorno, contro questi soggetti che ritornano sempre per non abbandonare un racket stimato di circa 800mila euro l’anno. Circa il 40% dei fermati sono minorenni ed addirittura la metà è al di sotto dei 14 anni e non possono essere nemmeno controllati. Sempre le stesse facce che girano per le stazioni e nomi ormai conosciuti a memoria.

Una situazione insostenibile per chi come Carabinieri e Polizia cerca di svolgere il proprio dovere contro l’illegalità e per i cittadini vessati per la città e costretti a versare controvoglia e non per spirito di carità cifre a volte molto alte, basti pensare alla richiesta di 20 euro per “l’aiuto” nell’ emissione di un ticket ferroviario.

Un’immagine davvero poco gloriosa della città eterna (ma anche di altre grandi mete come VeneziaMilano)  che rischia di non far tornare più i turisti minacciati ed imbrogliati dalla richiesta del pizzo ed incidere ancor più sul turismo in crisi nel nostro Paese.

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