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Pistoia, giovane amazzone di 20 anni ha un infarto alla fine della gara

Alla fine di una gara di equitazione, presso il centro di Pistoia, una giovane 20enne si accascia al suolo e ha un infarto. L'intervento della dottoressa permette di rianimarla, ma si apre la polemica sui soccorsi.

Cronaca
Pubblicato il 26 settembre 2021, alle ore 12:55

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Pistoia, giovane amazzone di 20 anni ha un infarto alla fine della gara

Alcune competizioni e gare sportive possono essere davvero difficili e mettono a dura prova la vita degli atleti, forse anche per gli sforzi. Alla fine di una gara ippica che si è tenuta nella zona di Pistoia, una amazzone di soli 20 anni ha un infarto e ora giace in prognosi riservata. La giovane amazzone, al termine della gara presso l’’European equestrian center di Masotti, ha accusato un malore e il padre ha affermato che si tratta di un attacco di cuore

La giovane è ora ricoverata presso l’ospedale San Jacopo, dove nel parcheggio, vi sono i genitori che stazionano lì con il loro camper con il quale erano giunti a Pistoia per la gara della figlia, in attesa di avere delle notizie che si spera siano positive per il suo recupero. È proprio il padre a raccontare quegli attimi: “Aveva appena finito l’esibizione e stava ringraziando il suo cavallo, come avviene sempre al termine delle gare. Dopo pochi secondi l’abbiamo vista accasciarsi a terra: il cavallo è andato da una parte e lei dall’altra”. Sono immagini anche riprese dai video. 

Una scena terribile davanti agli occhi, non solo dei genitori, ma anche degli spettatori. Fortunatamente, la dottoressa, capendo immediatamente quanto successo, è riuscita a intervenire, mentre si apre una polemica, secondo il parere del padre, riguardo i soccorsi che non sono stati particolarmente tempestivi in questa circostanza.

In base al racconto del padre, si apre una falla molto grave riguardo la sicurezza da parte dell’organizzazione sanitaria stessa che, forse, ha sottovalutato il tutto. Il padre non è adirato con il centro ippico che ha fatto il possibile, quanto sulle ambulanze dal momento che non sempre a bordo vi è la strumentazione necessaria per casi del genere. 

La figlia è staa rianimata grazie alla dottoressa che aveva con sé il defibrillatore e una piccola quantità di adrenalina, ma ritiene inaccettabile che abbiano dovuto attendere un’altra ambulanza in quanto la prima non provvista dei mezzi adatti. Sono dovute interrvenire tre ambulanze per doverla intubare.

La ragazza si è sottoposta a qualsiasi esame medico, compreso anche la certificazione per l’attività agonistica senza problemi. La giovane si aveva anche fatto le due dosi del vaccino Covid e, ora il padre, attende ulteriori responsabilità da parte dell’Asl. 

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Cosa ne pensa l’autore
Simona Bernini

Simona Bernini - Menomale che, non appena la giovane si è accasciata al suolo, è intervenuta immediatamente la dottoressa che ha prestato le prime cure. Se avesse dovuto attendere le ambulanze, considerando che non avevano gli strumenti adatti, non credo sarebbe sopravvissuta. Purtroppo, sono diversi gli atleti che vanno incontro a problemi cardiaci e un defibrillatore a portata di mano deve esserci sempre in modo da tutelare la loro salute.

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