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Pisa, facevano prostituire la figlia di 13 anni in cambio di regali

Sono finiti in manette i genitori di una 13 enne, e i due clienti per aver fatto prostituire l'adolescente in cambio di regali e ricariche telefoniche. I fatti risalgono al 2013.

Cronaca
Pubblicato il 19 aprile 2019, alle ore 10:21

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Pisa, facevano prostituire la figlia di 13 anni in cambio di regali

L’indagine era già partita nel 2015 quando, a seguito di una telefonata anonima effettuata da uno dei due clienti per incastrare l’altro, gli inquirenti si sono messi sulle tracce di questo caso assai torbido. Si è scoperto che i genitori facevano prostituire l’allora figlia di 13 anni con due adulti per ricevere in cambio regali e ricariche telefoniche.

Ora, sia i genitori che i clienti, sono accusati di violenza sessuale su minore sotto i 14 anni. Uno dei due clienti, un sessantenne, aveva fatto una chiamata anonima perché geloso dei rapporti che la tredicenne intratteneva anche con l’altro. Sui genitori pende anche l’accusa per il reato di prostituzione minorile.

Il cliente tramite quella telefonata voleva incolpare l’altro cliente per avere la ragazzina tutta per sé. A seguito delle indagini condotte dalla polizia e coordinate dal pm della Dda di Firenze, Eligio Paolini, è emerso che anche l’accusante aveva abusato più volte della ragazzina col consenso dei suoi genitori.

Gli abusi sarebbero iniziati quando l’adolescente aveva solo 13 anni. Uno dei clienti, originario del nord Italia, avrebbe iniziato a chattare con la madre della ragazza su Facebook, e da lì sarebbero nati i primi accordi tra i due. Nel 2015, quando la vicenda è venuta alla luce, l’adolescente è stata collocata presso una struttura protetta. Dopo il compimento del 18esimo anno d’età, si è trasferita a casa di alcuni parenti.

Oggi, a Firenze, si è aperta l’udienza preliminare davanti al giudice Gianluca Mancuso, durante la quale il pm ha chiesto l’immediato rinvio a giudizio per i quattro imputati. L’udienza è stata però rinviata perché i legali degli imputati, gli avvocati Cristina Baglivo, Bernardo Polese e Laura Provamori, hanno chiesto al giudice ulteriori approfondimenti nelle indagini. Le successive udienze serviranno per ricostruire l’intera vicenda che ha visto protagonista incolpevole questa giovane donna, allora appena adolescente.

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Cosa ne pensa l’autore
Beatrice Cinnirella

Beatrice Cinnirella - Una vicenda veramente viscida quella emersa a Pisa. Quasi impossibile pensare che due genitori possano vendere la propria figlia per dei semplici regali e delle ricariche telefoniche. Genitori che certamente non possono definirsi tali per quello che hanno compiuto ai danni della figlia appena adolescente, che avrebbero invece dovuto proteggere.

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