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Pisa, 13enne al Sert: sniffava cocaina da quando aveva 9 anni imitando i genitori

Aveva soli 9 anni quando ha iniziato a sniffare cocaina imitando il comportamento dei genitori. Ora 13enne, la ragazzina è stata portata al Sert per guarire dalla dipendenza.

Cronaca
Pubblicato il 10 gennaio 2019, alle ore 11:33

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Pisa, 13enne al Sert: sniffava cocaina da quando aveva 9 anni imitando i genitori

Una notizia shock quella che arriva da Pisa, dove una ragazzina di appena 13 anni è stata ricoverata al Sert per una tossicodipendenza legata alla cocaina. A rendere la storia ancora più traumatica è la storia della bambina, che da quanto si apprende dal Tirreno, avrebbe iniziato a sniffare la droga all’età di soli 9 anni, copiando il comportamento dei genitori.

La vicenda viene trattata con il più totale riserbo, senza che venga fatto trapelare il nome della famiglia o della bambina stessa. Si tratta di una storia molto delicata che è stata raccontata per dar luce alle varie situazioni familiari che si possono trovare nel nostro paese. A parlare di quanto accaduto è stato Milo Meini, responsabile del Sert, affermando di vedere molte famiglie disperate nella sua struttura.

Il caso

Da quattro anni la 13enne pisana sniffava cocaina, e nell’ultimo periodo era arrivata ad assumere anche altre tipologie di droghe. Aveva solo 9 anni quando ha iniziato a fare uso di droghe, imitando il comportamento dei genitori che sono ora ricoverati come lei al Sert, Servizio di recupero delle tossicodipendenze, in strutture diverse.

Una famiglia, così come raccolta lo stesso dottor Meini, completamente disperata. Meini afferma di vedere molte famiglie rovinate a causa della mancanza del lavoro, e che affidano la loro disperazione ed i loro problemi alla droga.

La ragazzina ha iniziato un percorso personalizzato ed individuale, così come spiega Milo Meini, valutato sotto tutti i punti di vista. Una situazione di sicuro molto delicata che stanno tutti trattando con estremo riserbo per poter proteggere la 13enne e la sua famiglia. In questi casi è essenziale che la ragazza possa intraprendere il percorso di recupero con estrema tranquillità, sapendo di poter iniziare una nuova vita una volta uscita dalla struttura, senza i numerosi occhi indiscreti.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - E' giusto ed è anche doveroso parlare di queste storie, per far capire le famiglie italiane che cosa stanno vivendo. Si tratta di persone completamente distrutte per i molti problemi che l'Italia ha. Dobbiamo smetterla di chiudere gli occhi, e iniziare quel cambiamento che potrebbe salvare delle vite, di adulti ma anche dei figli che vedono i loro genitori farsi del male.

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