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Picchiava il figlio, lo ingozzava a forza, e lo imbottiva di farmaci. Condannatta a 4 anni, fugge con il piccolo

Una madre è stata condannata a 4 anni per maltrattamenti in famiglia e sottrazione di minore. Nel 2017, per fuggire alla sentenza, lascia il marito a Chieti e torna nella sua nazione di origine con il bambino. Il papà dice che "bambino era terrorizzato dalla madre".

Cronaca
Pubblicato il 6 marzo 2019, alle ore 19:46

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Picchiava il figlio, lo ingozzava a forza, e lo imbottiva di farmaci. Condannatta a 4 anni, fugge con il piccolo

Dalle indagini sono emersi molti maltrattamenti che la donna perpetrava nei confronti dei suoceri, del marito e del figlio. Sembra che la madre costringesse il figlio a mangiare fino a farlo vomitare, lo picchiava senza alcun motivo mentre gli faceva il bagnetto ed inoltre sembra che lo imbottisse di farmaci senza ragione medica, nello specifico con cortisone, tanto da mandarlo in ospedale.

Le violenze sono avvenute in Italia, a Chieti, ma la donna ad un tratto è fuggita da casa (contro il parere del marito) e si è rifugiata nel suo paese di origine, la Romania, insieme al figlio. La donna ora ha 30 anni e, su “Il Centro”, viene comunicato che su di lei pende un mandato di arresto a 4 anni di carcere per sottrazione di minore e maltrattamenti in famiglia.

Dalle indagini è emerso che la donna, oltre a maltrattare il figlio, se la prendeva anche con il suocero e la suocera, tanto da minacciarli e picchiarli.

La testimonianza del marito

Il marito racconta che all’inizio il loro rapporto era idilliaco, ed i problemi sono nati dopo la nascita del bambino. Inizialmente, il marito credeva che fosse dovuto al parto, ma le cose andavano sempre peggio. Secondo la testimonianza dell’uomo, la moglie ripeteva in continuazione che era stufa dei suoceri (con i quali convivevano), perché la controllavano, cosa non vera. 

Il piccolo era terrorizzato dalla madre. Per mangiare lo portava in camera, chiudeva a chiave la porta, e lo ingozzava fino a farlo vomitare anche la notte. Lei gridava “apri la bocca, stai zitto, mangia” , e se qualcuno provava ad intervenire, reagiva in modo violento con graffi e schiaffi.

L’udienza

Durante il processo, il nonno ha raccontato che la donna lo minacciava di farlo uccidere dai suoi familiari. La nonna in lacrime ha raccontato al giudice: “mio nipote, quando mi allontanavo da casa per andare al lavoro, mi diceva di non andare via!”. Il marito ha raccontato che la donna avrebbe aggredito anche un assistente sociale. 

Il 25 marzo 2017, la donna è fuggita col bambino: il papà racconta che, quando è uscita di casa, gli ha detto che sarebbe andata ad un compleanno ma, in realtà, non è mai più tornata. Quando è arrivata in Romania, gli ha telefonato dicendo che era stufa della loro relazione.

A quel punto, il padre ha sporto denuncia. Il pediatra dell’ospedale di Chieti ha ricordato che il minore era stato ricoverato per problemi legati alla crescita, ed ha specificato che, dalle analisi, era emersa la presenza di cortisone nelle urine in un periodo in cui il piccolo non stava effettuando alcuna terapia con il suddetto farmaco. Da quando la donna è fuggita in Romania, non è mai più tornata, ed il bambino è ancora lì: il padre spera di poterlo riabbracciare presto.

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Cosa ne pensa l’autore
Daniela Marella

Daniela Marella - Un ennesimo caso di maltrattamenti e di fuga all'estero con il bambino. Spesso ci sono casi di bambini contesi tra i genitori di nazionalità diverse. Quando ci si separa, bisognerebbe avere l'obbiettivo di non far soffrire i figli ma, spesso, i genitori accecati dalla rabbia della separazione e se lo dimenticano.

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