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Piacenza: arrestati 7 carabinieri e sequestrata la caserma per spaccio e torture

A Piacenza, un'intera caserma è stata posta sotto sequestro e 7 carabinieri sono stati arrestati. Le accuse sono di spaccio, estorsione e torture. Tra gli accusati anche un maresciallo.

Cronaca
Pubblicato il 22 luglio 2020, alle ore 20:45

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Piacenza: arrestati 7 carabinieri e sequestrata la caserma per spaccio e torture

Un’intera caserma dei carabinieri è stata posta sotto sequestro e sono stati arrestati ben 7 carabinieri. Il tutto è avvenuto a Piacenza. Nell’elenco dei reati commessi ci sono spaccio, torture ed estorsione. Tra le accuse troviamo anche quelle di arresti falsati e perquisizioni improvvisate. L’ordinanza è racchiusa in 300 pagine scritte dal GIP del Tribunale di Piacenza

Sei dei sette carabinieri sono in cella, mentre il settimo, il maresciallo della caserma, è agli arresti domiciliari. Si tratta di reati davvero pesanti, considerando che si tratta delle forze dell’ordine. Non a caso, infatti, il capo della Procura, Grazia Pradella, ha introdotto la conferenza con queste parole: “Faccio a fatica a definire questi soggetti come carabinieri, perché i loro sono stati comportamenti criminali. Non c’è stato nulla in quella caserma di lecito”.

Arrestati 7 carabinieri per spaccio, torture ed estorsione: come procederà la Procura?

I reati erano stati commessi proprio durante il periodo di lockdown. Questo ha significato che hanno “violato” le procedure imposte per evitare il contagio. I reati, dunque, sono stati commessi proprio mentre l’Italia contava i morti per Coronavirus. In particolare, si occupavano di approvvigionare di droga gli spacciatori rimasti a casa a causa del lockdown. 

Come si poteva immaginare, è scattata la sospensione immediata dal servizio. Anche i vertici dell’Arma hanno espresso il loro disappunto per quello che è successo. Ci sono circa 110 mila arruolati nell’Arma che ogni giorno lavorano rispettando al meglio le disposizioni delle Istituzioni e con il senso del dovere verso i cittadini. 

Il comandante provinciale di Piacenza, Massimo Savo, ha affermato: “Per noi è come un colpo al cuore. Da parte nostra c’è totale disponibilità a collaborare per fare piena luce sui fatti. Penso all’amarezza dei tanti miei uomini dediti con onestà e generosità al loro lavoro”. La speranza è che episodi come questi restino un caso isolato.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesco Menna

Francesco Menna - La cosa importante che le persone dovranno capire è che queste sette persone non devono infangare il nome dell'Arma. Spesso succede che si faccia di tutta un'erba un fascio, assolutamente un errore madornale, soprattutto perché ci sono più di 100 mila arruolati che ogni giorno rischiano la vita per la sicurezza altrui.

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