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Perugia, la madre del bimbo ucciso parla con un’amica: "È meglio abortire"

Ci sono nuovi dettagli riguardo la morte del bambino ucciso a Perugia e posizionato dalla madre sul nastro trasportatore del supermercato. Una chat con un'amica mostra intenzioni di infanticidio e dissapori tra i due coniugi.

Cronaca
Pubblicato il 10 ottobre 2021, alle ore 11:58

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Perugia, la madre del bimbo ucciso parla con un’amica: "È meglio abortire"

Sono in molti a ricordarsi la morte del bambino di un anno ucciso a Città della Pieve, in provincia di Perugia e poggiato su un nastro trasportatore del supermercato. A distanza di alcuni giorni, si ricorda che la tragedia è avvenuta intorno al 1 ottobre ed emergono nuovi dettagli agghiaccianti, mentre sono in corso le indagini per capire la dinamica di quanto successo. La madre, unica responsabile, si è sempre dichiarata innocente ai fatti accaduti. 

In base alle ultime novità riportate da Il Messaggero, sembra che la madre del piccolo, ovvero Katalina Erzbet Bradacs, parlando con una amica in chat sui social, abbia fatto la seguente affermazione: “Possibilità di abortire? Siamo oltre le 14 settimane, quindi solo se il feto è malato. Ma purtroppo sarebbe meglio”

Un messaggio che risale al 2019 a cui ne fa seguito un altro in cui parla del futuro padre del bambino e del fatto che la donna sia molto arrabbiata anche con l’uomo dal momento che, forse, non avrebbe accettato il nascituro. Sono messaggi che fanno capire l’astio tra i due e che sono alla base della tragedia che ha portato alla morte del bambino di un anno. Un figlio giunto nel momento peggiore tra i due. 

Secondo Norbert, il padre del bambino che vive in Ungheria e dovrebbe arrivare in Italia martedì per fornire ulteriori dettagli riguardo anche il rapporto tra i due, la madre ha agito in maniera premeditata con un piano ben architettato. Inoltre, aggiunge che durante il peirodo della gravidanza, ha donna aveva atteggiamenti violenti nei confronti del bambino, tirandosi pugni in pancia con l’intento di dargli fuoco. 

Secondo Manuela Comodi, sostituto procuratore che si sta occupando delle indagini, la madre avrebbe escogitato tutto questo per una vendetta nei confronti dell’ex marito, considerando che gli ha anche inviato le foto del piccolo esanime accompagnato dalla seguente dicitura: “non apparterrà a nessuno di noi due ora”.

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Cosa ne pensa l’autore
Simona Bernini

Simona Bernini - Che dettagli e che storia agghiacciante che ha vissuto questo bambino con questi genitori che, a quanto pare, non si amavano affatto e il cui rapporto era solo fonte di litigio e dissapori. Peccato che, come sempre avviene in questi casi, il piccolo sia stato la vittima e che ora non ci sia più. Sono piccole vendette tra coniugi che hanno portato alla morte di un innocente. Speriamo che il padre riesca a fornire dettagli ulteriori per venirne a capo.

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