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Pedofilo esce dal carcere in permesso premio e viene ucciso: la vittima si era tolta la vita

Giuseppe Matarazzo era stato condannato per violenza sessuale su una minorenne che, in seguito a tali abusi, si era suicidata: ieri sera un sicario l'ha ucciso.

Cronaca
Pubblicato il 20 luglio 2018, alle ore 10:19

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Pedofilo esce dal carcere in permesso premio e viene ucciso: la vittima si era tolta la vita

Giuseppe Matarazzo era stato condannato per violenza sessuale su una minorenne che non riuscì mai a superare l’orrore subito e decise di togliersi la vita a soli 15 anni. Il pedofilo ha potuto usufruire di un permesso premio che, nei fatti, ha sancito la sua fine: ieri sera a Frasso Telesino, un centro del Beneventano, dove era giunto da un paio di giorni dopo nove anni di detenzione, è stato ucciso.

Matarazzo è stato freddato dentro casa, un vero e proprio agguato, l’assassino si è poi dileguato senza che alcuno lo notasse. Stando alle prime indagini svolte dai carabinieri pare verosimile credere che il soggetto non abbia avuto il tempo di inimicarsi qualcuno nelle poche ore di libertà di cui ha usufruito e che, quindi, è plausibile osservare che il sicario abbia agito in virtù di quell’orrida colpa di cui la vittima si era macchiato.

Occorre sottolineare che la pena inflitta all’uomo non era stata considerata idonea: la stessa in secondo grado aumentò, passando da dieci a undici anni, anche se i giudici non riconobbero l’imputato colpevole di istigazione al suicidio, come chiedevano l’allora procuratore di Benevento Giuseppe Maddalena, la sostituta Anna Frasca e il gip Simonetta Rotili, che firmò l’ordinanza di custodia cautelare.

Al momento dell’arresto, il 4 marzo del 2009, Matarazzo aveva 36 anni, faceva il pastore: i carabinieri, indagando sull’incomprensibile suicidio di Michela Iorillo, una ragazza di 16 anni, vicina di casa, arrivarono al suo nome. La ragazzina, figlia di un pastore, nel pomeriggio del 6 gennaio del 2008 uscì di casa come sempre per andare a dare da mangiare agli animali: decise di inoltrarsi nei campi, raggiunse un albero e pose fine alla sua vita impiccandosi.

Le amiche ammisero di essere a conoscenza di ciò che era accaduto alla giovane: non ancora quattordicenne era stata completamente soggiogata e subiva da due anni gli abusi di Matarazzo. Per concludere un quadro già di per sé desolante le indagini hanno portato alla luce un ulteriore agghiacciante evento: anche la sorella è stata violentata dal vicino di casa.

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - Devo confessare che appena ho letto la notizia ho pensato l'ovvietà: ha avuto ciò che si meritava. Tralasciando le emozioni è chiaro che la legge occhio per occhio dente per dente non può e non deve funzionare ma se la giustizia avesse svolto veramente il suo lavoro, forse, non saremo giunti a tanto.

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