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Parma, Daniele ucciso con 24 coltellate: l’ex della sua fidanzata confessa

Daniele Tanzi, giovane operaio originario di Foggia, è stato accoltellato a morte in un ex mulino. Ad ucciderlo sarebbe stato l'ex della sua fidanzata, che ha confessato l'atroce omicidio.

Cronaca
Pubblicato il 6 maggio 2021, alle ore 08:57

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Parma, Daniele ucciso con 24 coltellate: l’ex della sua fidanzata confessa

Daniele Tanzi, giovane operaio 18enne, è stato ucciso a coltellate la notte tra il 4 e il 5 maggio a Parma mentre era in compagnia della sua fidanzata. L’autore del suo omicidio ha confessato: si tratta del 20enne Patrick Mallardo, ex della fidanzata della vittima. Il giovane sarebbe crollato durante un lungo interrogatorio, durato più di 10 ore, tenutosi presso la Questura di Parma, raccontando tutto agli inquirenti.

Attraverso indagini lampo, in un canale sono stati recuperati l’arma del delitto, un coltello dalla lunga lama e parte degli indumenti utilizzati dall’assassino, che avrebbe tentato di disfarsene, per poi darsi alla fuga dopo aver accoltellato a morte Daniele e dopo aver ferito ad un braccio la sua fidanzata. 

La ricostruzione della tragedia

Daniele Tanzi, originario di Foggia, che viveva a Casalmaggiore, si trovava con la fidanzata in un mulino abbandonato di via Volturno, rifugio di senzatetto ma anche luogo di incontro di gruppi di giovani, dato che il posto si presta ad attività di parkour, quando Mallardo, presentatosi all’incontro, si è scagliato contro i due fidanzati. Daniele, secondo il medico legale, è stato trafitto da 24 coltellate che hanno raggiunto il petto e il fianco, morendo dissanguato, mentre la sua ragazza sarebbe rimasta ferita. 

La colpa della vittima, se tale si può definire, sarebbe stata quella di essere il ragazzo della ex di un altro e forse, alla base dell’atroce delitto,ci sarebbe il movente della gelosia. Il reo confesso è stato trasferito in carcere, al termine di una giornata iniziata col tragico ritrovamento del cadavere di Daniele. Al presunto omicida viene contestata anche la premeditazione, aggravante motivata dal fatto che il giovane è andato all’ex mulino portando con sè il coltello, ossia l’arma del delitto.Sul posto sono giunti prima un’ambulanza del 118, i cui soccorritori non hanno potuto far nulla perchè Daniele è morto dissanguato, poi i vigili del fuoco e le forze di polizia.

La fidanzata della vittima, che è stata trasportata al pronto soccorso per la medicazione della ferita ad un braccio. ha raccontato agli inquirenti che era la prima volta che si incontrava all’una di notte con Daniele, violando il coprifuoco. La ragazza sta bene, anche se comprensibilmente sotto choc. Non è chiaro se i soccorsi siano stati chiamati dallo stesso aggressore che poi si è dato alla fuga o dalla ragazza. Daniele lascia il padre Antonio, la madre Antonella e due fratellini più piccoli. La vittima aveva frequentato corsi professionali da operatore meccanico ed era in cerca di occupazione. 

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Cosa ne pensa l’autore
Caterina Lenti

Caterina Lenti - Una morte atroce quella di Daniele, sulla quale è giusto far chiarezza, ricostruendo analiticamente quanto accaduto presso il mulino dismesso. Daniele merita giustizia. Sono vicina, in questo momento, al dolore dei suoi genitori e dei suoi fratellini. Se la responsabilità del reo confesso dovesse essere confermata, spero che per lui le chiavi della cella vengano buttate via.

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