La cronaca del delitto di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 Agosto 2007 si arricchisce delle parole pronunciate dal magistrato Stefano Vitelli, il giudice che nella sentenza di primo grado assolse Alberto Stati dall’accusa di aver tolto la vita alla fidanzata. Vitelli è intervenuto nella trasmissione Lo Stato delle Cose condotta da Massimo Giletti. Proprio durante la puntata sono state ripercorse le tappe salienti del processo contro Alberto Stati e si è parlato dei nuovi risvolti investigativi.
Risvolti che vedono i riflettori puntati sull’attuale indagato, Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi. La Procura di Pavia guidata dal pm Fabio Napoleone e dal suo vice Stefano Civardi, sarebbe pronta a chiudere l’inchiesta ma passaggio fondamentale sarà la discussione in aula della perita Denise Albani, che ha analizzato il Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi confrontandolo con quello di Sempio. Dalle analisi sarebbe emersa un compatibilità con il Dna della linea paterna della famiglia di Sempio. Vitelli ha parlato degli ultimi sviluppi investigativi e spiegato perchè Stasi venne assolto.
Magistrato Vitelli: “Dovere morale assolvere Stasi, ragionevoli dubbi”
Prima di parlare di quanto sostenuto dal magistrato Vitelli ripercorriamo in estrema sintesi, per completezza di informazione, le fasi che hanno portato alla condanna di Alberto Stasi per delitto. All’epoca Stasi era fidanzato con Chiara Poggi. Alberto Stasi venne assolto due volte per mancanza di prove a suo carico, poi nel processo di appello bis tenuto nel 2014 fu richiesta la condanna per lui.
La condanna venne confermata dalla Cassazione che confermò la reclusione a 16 anni per il delitto di Chiara Poggi. Stasi in tutte le fasi del procedimento penale si è sempre dichiarato inncoente. E il magistrato Vitelli ha fatto sapere che in quell occasione si procedette con la massima cautela.
Il magistrato ha riferito che queste nuove indagini non fanno che aumentare le incertezze. “Alberto Stasi è stato dalle 9.35 di mattina alle 12.20 a casa sua a lavorare alla tesi, è stato provato. Non c’era un movente. Tra Alberto e Chiara non è emersa prova di un litigio, né la sera prima né la mattina del 13″ – ha spiegato Vitelli aggiungendo che la mattina non ci sarebbe stato neanche il tempo per una discussione. Secondo Vitelli i nuovi dati sul Dna portano “ragionevoli dubbi” sulla colpevolezza di Stasi. “Quando ti trovi di fronte a un’obiettiva incertezza, hai il dovere, prima ancora che giuridico, morale, di assolvere per non mettere in galera un innocente” – ha affermato Vitelli alla trasmissione di Massimo Giletti. Parole, le sue, che sicuramente faranno molto discutere.